Ci sono aziende per le quali la sostenibilità resta un esercizio di forma, un maquillage narrativo povero di radici profonde; aziende i cui sbandierati valori si stanno sciogliendo come ghiaccioli arcobaleno in questi primi giorni caldi d’estate, incapaci di resistere alla prova dei fatti e di dimostrare fermezza davanti a certe derive oscurantiste alle quali stiamo, ahinoi, assistendo.
E poi ci sono realtà che da anni, lontane dai riflettori, percorrono strade meno battute, intrecciando in modo organico gli obiettivi economici con una responsabilità condivisa verso l’ambiente, i territori e le comunità. Sono imprese che investono risorse, cultura e visione per attivare un circolo virtuoso dove profitto e progresso sociale non sono contrari, ma parti di un disegno comune che restituisce al “fare impresa” la sua funzione più nobile: creare valore duraturo, generare benessere diffuso e lasciare un’impronta che non sia un fardello, bensì un’eredità evolutiva.
È il caso di Lucart, azienda italiana produttrice di carta (suoi i brand Tenderly, Tutto, Grazie Econatural e altri ancora) con 70 anni di storia alle spalle fondata dalla famiglia Pasquini, che ancora oggi la guida con visione e passione coniugando tradizione e innovazione sostenibile.
Tra i suoi tanti impegni nella sostenibilità (come è possibile leggere all'interno del Bilancio di Sostenibilità 2024, il ventesimo, e già questa la dice lunga), da diversi anni Lucart ha instaurato una collaborazione con Save the Children, l’organizzazione internazionale che lotta per salvare la vita delle bambine e dei bambini e garantire loro un futuro migliore. Lucart ha scelto di sostenere, in particolare, tre importanti progetti dedicati ai bambini e ai loro genitori: “Fiocchi in ospedale”, “Spazi mamme”, e, a partire dal 2023, anche i “Punti Luce”. Fiocchi in Ospedale è un progetto attivo dal 2012 per sostenere la salute di neonati e genitori nei primi 1.000 giorni di vita, accompagnandoli con ascolto, servizi mirati e interventi in situazioni di fragilità psicosociale. Spazi Mamme sono luoghi gratuiti dove famiglie con bambini da 0 a 5 anni trovano sostegno per rafforzare competenze genitoriali, uscire dalla deprivazione economica e prevenire la povertà educativa. Punti Luce sono centri educativi nelle periferie più difficili, aperti a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, dove si offre supporto allo studio, laboratori creativi, attività sportive, accesso a nuove tecnologie e servizi di consulenza per le famiglie.
Ma facciamoci raccontare direttamente da queste due realtà virtuose il senso del loro incontro, e scopriamo perché questa partnership costituisce uno di quei “buoni esempi” ai quali tutte le aziende dovrebbero ispirarsi.
Lucart e Save the Children: valori condivisi e obiettivi comuni
Andiamo dritti al punto e chiediamo a Tommaso De Luca, PR and Corporate Communication Director del Gruppo: quali sono le motivazioni valoriali e strategiche che vi hanno spinto a sostenere proprio Save the Children e in particolare i progetti Fiocchi in Ospedale, Spazi Mamme e Punti Luce?
«La scelta di sostenere Save the Children nasce da una profonda condivisione di valori e di visione: crediamo fermamente che tutti i bambini debbano avere le stesse opportunità di crescita, cura ed educazione, a prescindere dal contesto sociale ed economico in cui nascono.
In particolare, i progetti Fiocchi in Ospedale, Spazi Mamme e Punti Luce rispondono in modo concreto e mirato a tre dimensioni fondamentali della vita di bambini e famiglie: la salute nei primi 1.000 giorni, il sostegno alla genitorialità nei contesti più fragili e l’accesso a opportunità educative nei territori più svantaggiati.
Abbiamo scelto di supportare questi progetti perché rappresentano un’azione strutturale e sistemica contro la povertà educativa, in linea con la nostra volontà di generare un impatto positivo reale e duraturo nelle comunità in cui operiamo».
In che modo la partnership con Save the Children si integra nella vostra strategia di sostenibilità e nelle vostre politiche di responsabilità sociale d’impresa?
«La collaborazione con Save the Children è parte integrante della nostra strategia di sostenibilità, che si fonda sull’idea di creare valore condiviso per l’ambiente, le persone e il territorio.
Nel nostro approccio alla Corporate Social Responsibility, accanto all’innovazione ambientale, rivolgiamo un’attenzione costante al benessere delle persone, in particolare dei bambini e delle famiglie in situazioni di vulnerabilità.
Sostenere Save the Children ci consente di dare continuità a questo impegno attraverso progetti misurabili, efficaci e radicati sul territorio italiano. La nostra visione di impresa responsabile si concretizza così non solo attraverso la produzione sostenibile, ma anche attraverso il supporto attivo a iniziative che favoriscono l’inclusione sociale, la parità di opportunità e la crescita delle nuove generazioni».
Come hanno reagito i vostri dipendenti e le comunità locali all’impegno di Lucart con Save the Children? Avete coinvolto anche i collaboratori in attività di volontariato o iniziative di sensibilizzazione?
«L’impegno di Lucart con Save the Children è stato accolto con entusiasmo e partecipazione dai nostri collaboratori, che hanno dimostrato grande sensibilità verso i temi dell’infanzia, dell’inclusione e del contrasto alla povertà educativa.
Nel tempo, la collaborazione si è arricchita di nuove opportunità di coinvolgimento diretto. Da quest'anno, ad esempio, abbiamo lanciato un programma di volontariato aziendale strutturato, mettendo a disposizione permessi retribuiti, copertura assicurativa e risorse aziendali per tutti i dipendenti che desiderano dedicare tempo ed energie alle attività promosse da Save the Children.
Questa iniziativa è nata con l’obiettivo di rendere ancora più concreta la nostra missione di sostenibilità sociale, permettendo ai nostri collaboratori di essere protagonisti attivi del cambiamento, non solo attraverso il lavoro quotidiano, ma anche attraverso azioni solidali che generano valore reale per le comunità. Verificheremo nei prossimi mesi l’adesione reale e i risultati».
La visita negli stabilimenti di Borgo a Mozzano e Avigliano che avete organizzato ha rappresentato un momento educativo per i bambini: quali sono i valori e i messaggi che Lucart ha voluto trasmettere attraverso questa esperienza?
«Attraverso le visite ai nostri stabilimenti, abbiamo voluto offrire ai ragazzi dei Punti Luce un’occasione concreta di scoperta e apprendimento. L’obiettivo era duplice: da un lato mostrare come si produce un bene essenziale come la carta, in particolare la carta riciclata, dall’altro trasmettere l’importanza della sostenibilità, della tecnologia e del lavoro di squadra.
Crediamo che educare i giovani alla responsabilità ambientale e alla curiosità verso il mondo produttivo sia fondamentale per costruire una società più consapevole. Abbiamo voluto mostrare loro che dietro ogni prodotto ci sono competenze, impegno, innovazione e rispetto per le risorse. Un’esperienza che speriamo abbia lasciato nei ragazzi non solo nuove conoscenze, ma anche la consapevolezza che ognuno può contribuire al cambiamento, a partire dalle proprie scelte quotidiane».
Save the Children Italia, la forza di partnership stabili per obiettivi di lungo termine
Alla luce di quanto appena raccontatoci dal direttore della comunicazione De Luca, chiediamo alla Direttrice Fundraising, Marketing & Brand di Save the Children Italia, Giancarla Pancione: qual è l’importanza della continuità nel sostegno da parte dei partner aziendali? Lucart ha garantito una collaborazione pluriennale: che valore ha questo per voi e per le comunità coinvolte?
«Per generare cambiamenti concreti e duraturi, la continuità nel sostegno è fondamentale perché ci permette di costruire percorsi efficaci, garantendo la stabilità necessaria a bambini, bambine e famiglie che vivono in condizioni di vulnerabilità. La collaborazione pluriennale con Lucart, iniziata nel 2020 e rafforzata anno dopo anno, ci ha permesso di ampliare il raggio d’azione di alcuni dei nostri programmi e garantire una presa in carico integrata, già dalla primissima infanzia fino all’adolescenza. Solo nel 2024, abbiamo raggiunto oltre 11.400 tra bambini e adolescenti nei nostri Punti Luce e supportato più di 8.000 persone nei programmi Fiocchi in Ospedale e Spazi Mamme, anche grazie a Lucart. Un impegno costante come quello di un partner come Lucart, non solo garantisce una maggiore efficacia, ma rafforza il legame di fiducia con le comunità, offrendo opportunità concrete di crescita a chi ne ha più bisogno. In poche parole, la continuità nel sostegno è fondamentale, solo così si crea un vero impatto».
Quali sono oggi le principali sfide che incontrate nel sostenere l’infanzia nei contesti di maggiore vulnerabilità in Italia? La collaborazione con le aziende può contribuire ad affrontarle in modo più efficace?
«In Italia, le disuguaglianze che colpiscono l’infanzia stanno diventando sempre più profonde e i dati sulla povertà confermano quanto l’impatto sia forte soprattutto sui più piccoli.
Oggi, oltre 1,3 milioni di bambini e bambine vivono in povertà assoluta (fonte: Banca dati ISTAT), quindi in famiglie che non possono acquistare una serie di beni e servizi considerati essenziali, come un’alimentazione adeguata o che non riescono a sostenere le spese per l’abitazione o l’istruzione.
Ancora più allarmante è il dato sul rischio di povertà ed esclusione sociale, che riguarda oltre 2,4 milioni di minori (fonte: Banca dati Eurostat). Alla povertà materiale è strettamente correlata una povertà educativa altrettanto preoccupante. Nel 2024 in Italia, il 6,6% degli studenti ha concluso il ciclo scolastico senza raggiungere competenze minime, con forti disparità territoriali: si passa dall’1,2% nella Provincia Autonoma di Trento al 15,7% in Campania (fonte: INVALSI 2024. Rapporto annuale). Inoltre, quasi 1 giovane su 10 abbandona precocemente gli studi, mentre il 15,2% non studia né lavora (fonte: ISTAT – Indicatori BES).
Anche l’accesso ai servizi educativi nel nostro Paese resta diseguale: solo il 30% dei bambini tra 0 e 2 anni, infatti, frequenta un nido o un servizio integrativo pubblico (fonte: ISTAT 2025, Report sui servizi educativi per l’Infanzia. Anno educativo 2023/2024), e appena 2 bambini su 5 nelle scuole primarie hanno accesso al tempo pieno. Meno di 3 su 5 usufruiscono della mensa scolastica (fonte: elaborazioni Save the Children su dati MIM, Anno scolastico 2022/2023).
Questi numeri ci dimostrano come, in Italia, purtroppo, le opportunità non siano distribuite in modo equo su tutto il territorio nazionale. Esistono, infatti, forti disparità che variano moltissimo da regione a regione, e spesso anche all’interno della stessa città. Questo significa che nascere o crescere in un determinato luogo può influenzare profondamente il proprio percorso di vita. Ogni bambina e ogni bambino, invece, dovrebbe avere le stesse possibilità di sviluppare il proprio potenziale, a prescindere dal contesto geografico o socioeconomico in cui nasce.
Sia a livello globale che in Italia, ogni giorno ci troviamo a fronteggiare una serie di sfide affinché bambine e bambini abbiano gli stessi diritti e le stesse opportunità per crescere sani e in sicurezza. Per questo, collaborazioni con aziende come Lucart possono fare la differenza con azioni mirate, ma anche mettendo a disposizione competenze, reti territoriali e capacità organizzativa su progetti specifici. Inoltre, l’abilità dell’azienda sta proprio nel saper generare un circolo virtuoso di consapevolezza e partecipazione anche al proprio interno. Un segno tangibile questo che mostra come, facendo rete, nel nostro Paese si possa costruire un sistema di protezione più solido e inclusivo per tutti i bambini».
Quali sono le buone pratiche che questa collaborazione con Lucart potrebbe rappresentare come modello replicabile per altre aziende interessate a intraprendere percorsi di responsabilità sociale d’impatto?
«La partnership con Lucart rappresenta un esempio virtuoso e replicabile di responsabilità sociale integrata che è coerente pienamente con la visione dell’azienda. Lucart, infatti, ha scelto di non limitarsi ad intervenire occasionalmente e soltanto su cose specifiche, ma di accompagnare in modo continuativo bambine, bambini e adolescenti, con azioni che hanno effetti sul lungo periodo. A questo si è aggiunto negli anni un approccio partecipativo, che ha coinvolto non solo i dipendenti ma anche i clienti, resi parte attiva della collaborazione attraverso iniziative di comunicazione sui prodotti e su campagne di sensibilizzazione. È la dimostrazione concreta di come una partnership ben costruita possa generare valore condiviso, accrescere la consapevolezza e contribuire in modo tangibile al benessere non solo di bambine, bambini e adolescenti, ma di comunità intere. La fondatrice di Save the Children, Eglantyne Jebb diceva: “Investire nell’infanzia è il miglior investimento per il futuro”, proprio quello che Lucart ha deciso di fare, e noi ne siamo grati e felici».
