Assicurazioni e sostenibilità, chi performa meglio negli ESG abbatte i costi del rischio

Le imprese con alto score ESG hanno il 40% in meno di sinistri. A dirlo è la ricerca di CRIF e IIA

Di Arianna De Felice

Strategie ESG - Pubblicato il 25-08-2025

Nel settore assicurativo, i criteri ESG stanno assumendo un ruolo ormai centrale nella definizione delle strategie aziendali, diventando una leva concreta di vantaggio competitivo e di creazione di valore. Questo è quanto emerge dalla nuova ricerca “ESG nelle assicurazioni: costo regolamentare o vantaggio competitivo?”, condotta da CRIF in collaborazione con IIA – Italian Insurtech Association.

Lo studio si basa su un'analisi dettagliata, sviluppata attraverso un approccio “on-the-job” e sostenuta da un ampio patrimonio informativo: oltre 150 indicatori ESG, di cui circa 70 ambientali, 45 sociali e 35 di governance. Nello specifico l’indagine ha preso in esame variabili quali emissioni di gas serra, produzione di rifiuti, infortuni sul lavoro, trasparenza, gender gap e altri elementi chiave della sostenibilità, mettendoli in relazione diretta con i livelli di rischio assicurativo.

A partire da questo patrimonio di dati, è stato possibile valutare le connessioni tra le performance ESG delle aziende italiane e la loro rischiosità assicurativa. I risultati parlano chiaro: le imprese con un miglior punteggio ESG offrono portafogli più resilienti e sinistrosità significativamente inferiori, confermando che la sostenibilità nel settore delle assicurazioni non è solo un valore etico, ma un asset strategico per la competitività.

Assicurazioni e sostenibilità: una correlazione che crea valore

Entrando nel dettaglio dei risultati, emerge una forte correlazione tra le performance ambientali delle aziende e la loro sinistrosità. Le imprese che registrano basse emissioni dirette di gas serra (GHG Scope 1) mostrano un rapporto sinistri/premi (Loss Ratio Liability Attritional) inferiore del 45% rispetto alla media. Questo dato suggerisce che una gestione ambientale efficiente può riflettersi positivamente anche sulla stabilità operativa e sul comportamento aziendale nel lungo periodo. Allo stesso modo, le aziende certificate con lo standard internazionale per i sistemi di gestione ambientale ISO 14001, presentano un Loss Ratio Property inferiore del 12%. Questi dati evidenziano che investire in processi ambientali certificati aiuta concretamente a ridurre il rischio assicurativo. Diventa evidente come il legame tra assicurazioni e sostenibilità non sia solo teorico, ma basato su metriche concrete e vantaggi misurabili. Le compagnie assicurative che integrano parametri ESG nei propri modelli di valutazione del rischio possono ottenere una comprensione più accurata dei clienti e offrire soluzioni più personalizzate e sostenibili.

Oltre ai parametri ambientali, anche le dimensioni sociali delle aziende rivelano correlazioni interessanti con la sinistrosità. Le aziende che vantano una maggiore presenza femminile nei ruoli apicali mostrano una sinistrosità inferiore del 7%, segnale tangibile che la parità di genere nei processi decisionali può generare benefici non solo in termini di inclusione ma anche di performance complessiva. Al contrario, la presenza significativa di lavoratori a tempo determinato, considerata un indicatore di instabilità organizzativa, è associata a un aumento del 35% del Loss Ratio nel ramo Liability. Un’evidenza che mette in luce il legame tra qualità del lavoro, stabilità aziendale e rischio assicurativo.

Partendo da correlazioni statisticamente significative tra i parametri ESG e il rischio assicurativo, CRIF ha sviluppato un “ESG score tecnico”, concepito per affinare i processi di tariffazione. Questo indicatore si è dimostrato altamente efficace nell’identificare la rischiosità delle imprese: quelle con performance ESG peggiori registrano una sinistrosità superiore del 60% rispetto alla media, mentre le aziende più virtuose sotto il profilo ESG presentano un rapporto sinistri/premi inferiore del 40%. Grazie a questo strumento, le compagnie possono quindi distinguere con maggiore precisione tra imprese ad alto e basso rischio, non solo sulla base di dati finanziari o storici, ma anche su comportamenti aziendali legati alla sostenibilità. Questo significa poter elaborare offerte assicurative più efficaci, mirate e, soprattutto, sostenibili dal punto di vista economico.

 


Potrebbe interessarti

Contatti

redazione@osservatoriobilancisostenibilita.it

Ricevi la nostra newsletter

Redazione

Simona Politini

Direttrice responsabile

Osservatorio Bilanci Sostenibilità è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano n. 4326/2023

Futurea S.r.l.
Piazza degli Affari 3 | 20123 - Milano (MI)
P.IVA 15942371004 | Cap. sociale € 165.629,55 i.v