Mancano ancora 20 giorni per potersi candidare al bando Ri.Circo.Lo. lanciato da Regione Lombardia e volto allo sviluppo di azioni di economia circolare all'interno delle PMI lombarde. Questa iniziativa, realizzata secondo gli obiettivi del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti e con il piano FESR 2021 2027, mira a incentivare progetti concreti di economia circolare nella filiera alimentare, favorendo la riduzione dello spreco, il riciclo e la valorizzazione degli scarti.
Il bando rappresenta dunque una significativa opportunità per imprese che intendono investire in innovazione sostenibile, trasformando residui e scarti in valore aggiunto e contribuendo a un modello produttivo più responsabile e resiliente.
Ri.Circo.Lo., il bando per un futuro più green
Il bando Ri.Circo.Lo., approvato con il decreto n. 12286 del 9 settembre 2025, su delibera della Giunta regionale n. XII/4839 del 28 luglio 2025, ha una dotazione complessiva pari a 2,3 milioni di euro.
La misura, mediante contributi a fondo perduto, finanzia progetti volti a realizzare azioni di simbiosi industriale, prevenzione della produzione dei rifiuti alimentari, sostenibilità nella lavorazione e consumo di alimenti, riduzione degli sprechi e incremento del riciclaggio.
Nello specifico, i progetti ammissibili devono riguardare uno o più ambiti della filiera alimentare, dalla produzione e lavorazione dei prodotti agricoli, alla distribuzione, commercializzazione, consumo e fino alla fase “fine vita” e riciclaggio. In particolare, sono ammissibili interventi volti a ridurre gli scarti alimentari, valorizzare i residui di produzione come materia utile (anche in ottica di simbiosi industriale), modificare linee produttive per ridurre i rifiuti, promuovere iniziative legate alla distribuzione e al consumo, che diminuiscano sprechi o favoriscano la lavorazione e il riuso (per alimentazione umana, animale o altri usi), e progetti innovativi di riciclaggio dei rifiuti alimentari, purché non riconducibili a processi consolidati come compostaggio o digestione anaerobica.
Per quanto riguarda le spese ammissibili, sono considerati eleggibili l’acquisto e l’installazione di beni strumentali, macchinari, impianti di produzione, sistemi di automazione, attrezzature e arredi necessari per realizzare gli obiettivi progettuali (anche il revamping di impianti esistenti). Sono ammessi anche beni usati secondo specifiche normative e anche opere edili impiantistiche e relative spese di progettazione/direzione lavori. È inoltre possibile finanziare acquisto di hardware (ad esclusione di smartphone, tablet, cellulari), software gestionali, licenze d’uso, servizi software di tipo cloud e SaaS o similari, e anche la registrazione o acquisizione di certificazioni, marchi, brevetti, e licenze di produzione.
Quanto all’agevolazione, per le piccole imprese è previsto un contributo a fondo perduto pari al 60% delle spese ammissibili, per le medie imprese il contributo è del 50%, in regime “de minimis” o in regime “GBER” ai sensi del regolamento UE 651/2014. In caso di contributo in regime de minimis o GBER, l’importo massimo concedibile per singolo progetto è di 1.000.000 di euro. Secondo l’esito del bando, in alternativa a quelle principali, è prevista anche una forma agevolativa più contenuta (10% per medie imprese, 20% per piccole imprese) se si verifica una diversa opzione di regime di aiuto verso lo stesso tetto massimo per progetto.
Le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda e realizzate entro 24 mesi dalla data del decreto di concessione dell’agevolazione (salvo eventuali proroghe).
Le domande possono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma “Bandi e Servizi” entro le ore 16:00 del 22 dicembre 2025. Una volta ricevute le domande la selezione avverrà attraverso una procedura valutativa a graduatoria.
A chi si rivolge
Il bando Ri.Circo.Lo. si rivolge in primo luogo a tutte le piccole e medie imprese lombarde, comprese le micro imprese, le startup e le PMI innovative. Le domande possono essere presentate in forma singola oppure in aggregazione con altre imprese, purché risultino regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese.
Nei casi di aggregazioni, è ammessa la partecipazione anche di soggetti che non rientrano nella categoria di PMI, ma tali soggetti non potranno essere beneficiari del contributo né far rendicontare le spese nel progetto. Un requisito fondamentale è che le sedi operative oggetto degli interventi siano ubicate sul territorio lombardo e siano già attive al momento della presentazione della domanda, o in alternativa, attivabili entro la richiesta di erogazione del saldo.
In termini di tipologie di attività e filiera, il bando è pensato per realtà che operano nella produzione, lavorazione, distribuzione, commercializzazione o consumo di alimenti, compresa la ristorazione anche collettiva.