La gestione delle flotte aziendali sta evolvendo da ambito operativo a leva strategica per la sostenibilità e la governance d’impresa. È questa la principale evidenza del Barometro delle Flotte Aziendali e della Mobilità 2026 di Arval, costruito su un’indagine che coinvolge oltre 300 aziende italiane e realizzato in collaborazione con Ipsos su un perimetro internazionale di 33 Paesi.
Il dato quantitativo è rilevante perché fotografa un sistema ampio e rappresentativo, nel quale la mobilità aziendale si colloca sempre più al centro di dinamiche complesse: transizione energetica, pressione sui costi, evoluzione normativa e ridefinizione dei modelli organizzativi. In questo scenario, la flotta non è più un semplice centro di costo, ma un punto di convergenza tra esigenze economiche, ambientali e sociali.
Flotte aziendali e sostenibilità: il ruolo della governance integrata
La crescente centralità delle flotte aziendali si riflette anche nella moltiplicazione degli attori coinvolti nei processi decisionali. Tra gli elementi più significativi dello studio emerge infatti la redistribuzione delle responsabilità nella gestione della mobilità aziendale. Oggi il presidio non è più concentrato unicamente sul fleet manager: questa funzione rappresenta il 23% dei casi, mentre nel 24% delle aziende è il CEO a guidare direttamente le scelte. Seguono il procurement (16%), il CFO (14%) e l’area HR (7%). Un assetto che conferma come le flotte aziendali siano ormai un tema trasversale, pienamente integrato nei processi decisionali strategici.
Questo cambiamento introduce una maggiore complessità, ma rappresenta anche un segnale di maturazione: le scelte sulle flotte aziendali diventano parte integrante delle strategie ESG e dei processi di governance. A guidare questo cambio di paradigma sono priorità sempre più definite: per il 38% delle aziende la sfida principale è l’adeguamento alle politiche sui veicoli termici, per il 32% l’introduzione di alimentazioni alternative e per il 30% il contenimento del TCO (Total Cost of Ownership).
Le aziende si trovano infatti a bilanciare simultaneamente più obiettivi ─ contenimento dei costi, riduzione delle emissioni, compliance normativa ─ in un contesto in cui le priorità non si sostituiscono, ma si sommano.
Transizione energetica nelle flotte aziendali: un percorso graduale ma diffuso
La transizione energetica è ormai riconosciuta come una priorità strutturale, ma il modo in cui viene implementata varia significativamente tra le aziende.
Il Barometro evidenzia che l’elettrificazione delle flotte aziendali è in crescita, ma si sviluppa attraverso modelli progressivi e ibridi, piuttosto che tramite scelte radicali. Nel dettaglio, il 63% delle aziende ha già introdotto veicoli ad alimentazione alternativa e un ulteriore 21% sta valutando questa possibilità, portando all’84% la quota complessiva di imprese orientate alla transizione.
Le imprese tendono a integrare diverse alimentazioni all’interno della stessa flotta, adattando le decisioni alle esigenze operative e ai vincoli economici. Le tecnologie adottate riflettono questo approccio: l’ibrido è presente nel 63% delle flotte, il plug-in hybrid nel 52% e l’elettrico puro nel 39%.
A influenzare questo percorso contribuisce anche il contesto energetico. Il report sottolinea come, dopo i picchi del 2022, il costo dell’energia elettrica sia diminuito, mentre il prezzo del gasolio si mantiene su livelli elevati, intorno a 1,6–1,7 euro al litro. Questo differenziale rafforza l’attrattività economica delle soluzioni elettriche, soprattutto nel medio periodo. Non a caso, quasi la metà delle aziende ha già definito obiettivi di decarbonizzazione o sta valutando di farlo, e per il 23% la mobilità dei dipendenti rappresenta una leva chiave per la riduzione delle emissioni.
Charging strategy e flotte aziendali: il fattore critico per la sostenibilità
Se la direzione della transizione è chiara, il Barometro individua nella gestione della ricarica il vero elemento discriminante.
La diffusione dei veicoli elettrificati non dipende tanto dalla disponibilità tecnologica, quanto dalla capacità delle aziende di strutturare una charging strategy efficace. La mancanza di policy chiare su ricarica aziendale, pubblica e domestica genera infatti criticità operative e limita la scalabilità dei progetti.
I dati confermano la centralità del tema: l’82% delle aziende ha già adottato o sta valutando soluzioni di ricarica presso le sedi aziendali, il 64% fa riferimento alla ricarica pubblica e il 26% considera anche quella domestica.
In questo contesto, emerge una distinzione netta tra aziende in fase iniziale e organizzazioni più mature: le seconde trattano la ricarica come un’infrastruttura strategica, integrandola nei modelli di governance e nei sistemi di controllo dei costi.
Dati e connettività nelle flotte aziendali: crescita a doppia velocità
La diffusione dei dati rappresenta uno degli ambiti più dinamici nella gestione delle flotte aziendali. Sempre più imprese dispongono di informazioni dettagliate su utilizzo dei veicoli, percorrenze e consumi.
Tuttavia, il Barometro evidenzia un disallineamento tra disponibilità e utilizzo strategico dei dati: nella maggior parte dei casi, queste informazioni vengono ancora impiegate per finalità operative, come il controllo dei costi, piuttosto che per decisioni di medio-lungo periodo. In questo senso, la telematica è già adottata dal 44% delle aziende, ma viene utilizzata principalmente per migliorare la sicurezza e lo stile di guida nel 33% dei casi e per aumentare l’efficienza operativa nel 25%.
Parallelamente, il quadro normativo sta accelerando l’evoluzione. Dal 1° luglio 2026, l’obbligo di cronotachigrafo intelligente si estenderà ai veicoli commerciali leggeri tra 2,5 e 3,5 tonnellate impiegati nel trasporto internazionale. Questo passaggio segna un cambio di paradigma: i dati diventano non solo uno strumento di efficienza, ma un requisito di compliance.
A conferma di questa tendenza, il mercato della telematica per veicoli commerciali è previsto crescere con un tasso annuo composto dell’11,2% tra il 2025 e il 2032, segnalando una domanda crescente di soluzioni integrate di monitoraggio e analisi.
Mobilità alternativa e flotte aziendali: adozione selettiva
L’evoluzione delle flotte aziendali si accompagna a un crescente interesse per forme di mobilità alternativa, come car sharing e bike sharing. Tuttavia, il loro utilizzo resta selettivo e complementare rispetto alla flotta tradizionale.
Le aziende adottano queste soluzioni per rispondere a esigenze specifiche ─ in particolare nei contesti urbani ─ mantenendo un approccio pragmatico orientato all’efficienza. L’83% delle imprese dichiara di aver già adottato almeno una soluzione di mobilità alternativa, ma queste non sostituiscono la flotta tradizionale: nel 93% dei casi, infatti, le aziende prevedono che il numero di veicoli resterà stabile o aumenterà nei prossimi tre anni.
Il divario tra interesse e adozione effettiva evidenzia una fase di maturazione, in cui le scelte vengono valutate in base a costi, complessità gestionale e accettazione interna.
Maturità delle flotte aziendali in Italia: i numeri della transizione
Il livello di maturità delle flotte aziendali in Italia rappresenta uno degli indicatori più significativi della ricerca.
I dati mostrano un sistema ancora in evoluzione:
- il 66% delle aziende si colloca nei primi due livelli di maturità;
- il 24% è in una fase intermedia;
- solo l’11% ha raggiunto un livello avanzato di integrazione strategica;
- appena l’1% può essere considerato pienamente maturo.
Questi numeri evidenziano un gap rilevante, ma anche un ampio potenziale di sviluppo. Le aziende più evolute condividono alcune caratteristiche chiave: utilizzo sistematico dei dati, integrazione tra funzioni e presenza di policy strutturate sulla mobilità sostenibile.
Flotte aziendali e futuro della sostenibilità: verso modelli data-driven
Il Barometro Arval 2026 mostra come la sostenibilità delle flotte aziendali non dipende più dalla sola adozione di tecnologie a basse emissioni, ma dalla capacità di costruire modelli integrati.
In prospettiva, la mobilità aziendale è destinata a diventare un elemento sempre più centrale nei bilanci di sostenibilità, anche in relazione alle nuove esigenze di rendicontazione e trasparenza.
La direzione è quella di un’evoluzione verso modelli data-driven, in cui governance, energia e informazioni convergono in un sistema coerente. In questo scenario, la vera sfida per le imprese non è più introdurre singole innovazioni, ma orchestrare la complessità in modo strutturato e misurabile.
