Il Documento per il Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche è il risultato del lavoro del Tavolo per la Finanza Sostenibile, presieduto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e composto da Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e COVIP.
L’iniziativa, come riportato nella nota stampa, nasce da un’estesa interlocuzione del Tavolo con esperti del settore, operatori finanziari, associazioni di categoria e altri stakeholder istituzionali ed economici, con l’obiettivo di rispondere in modo pragmatico alle esigenze emergenti del sistema produttivo italiano. Il Documento, pubblicato nel dicembre 2024 e aggiornato nel 2025, è stato inoltre affinato alla luce delle osservazioni emerse durante la consultazione pubblica conclusasi nell’agosto 2024.
Il contesto: sostenibilità, finanza e PMI
Gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e l’impegno dell’Unione Europea verso la neutralità climatica entro il 2050, accompagnato da una significativa riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, richiedono uno sforzo congiunto di istituzioni, imprese e sistema finanziario.
In questo scenario, le PMI – pur non essendo generalmente soggette agli obblighi diretti di rendicontazione introdotti dalla normativa europea – si trovano sempre più coinvolte nei processi di sostenibilità. Ciò avviene perché grandi imprese e intermediari finanziari, destinatari di tali obblighi, devono estendere l’analisi ESG all’intera catena del valore, includendo i soggetti finanziati e i fornitori.
Le richieste ESG alle PMI e il ruolo delle banche
Le banche, chiamate a integrare i fattori ESG nella valutazione del merito di credito e nella gestione dei rischi, raccolgono informazioni di sostenibilità attraverso questionari e strumenti proprietari. Per le PMI che intrattengono rapporti con più istituti, ciò si traduce spesso in richieste simili ma non omogenee, con un conseguente aumento degli oneri amministrativi.
Finalità e approccio del Dialogo di Sostenibilità
Partendo da queste criticità, il Documento propone un modello volontario di scambio informativo volto a favorire criteri di standardizzazione, proporzionalità ed efficienza. L’obiettivo è duplice: da un lato, agevolare il dialogo tra PMI e banche sul tema del credito; dall’altro, ridurre la frammentazione delle richieste informative, evitando la proliferazione di questionari complessi e differenziati.
Il focus è sul rapporto banca-impresa, ma l’impostazione del Documento risponde anche a esigenze più ampie, considerando che richieste analoghe provengono sempre più spesso dalle grandi imprese committenti.
Struttura del Documento e guida metodologica
Il Documento si compone di due parti principali:
- “Informazioni di sostenibilità dalle PMI alle banche”, articolate in cinque aree tematiche: informazioni generali, clima, ambiente, aspetti sociali e governance;
- Guida metodologica, con allegati operativi che supportano le imprese nella raccolta e nell’aggiornamento dei dati.
L’impostazione è modulare e prevede una distinzione tra informazioni a Priorità 1 e Priorità 2, per tenere conto delle differenti dimensioni aziendali e delle capacità organizzative delle PMI, con particolare attenzione alle microimprese.
Proporzionalità, flessibilità e volontarietà
Elemento qualificante del Documento è il rispetto del principio di proporzionalità. La definizione di microimpresa non è rigidamente predeterminata, ma viene individuata nel rapporto concreto tra banca e impresa, in coerenza con le indicazioni europee.
Le PMI possono inoltre indicare alcune informazioni come “non applicabili” (N/A) qualora non pertinenti rispetto al modello di business, distinguendo tale valutazione dall’analisi di materialità, volutamente esclusa dal Documento per evitare un eccesso di complessità.
Coerenza con il quadro normativo europeo
Il Dialogo di Sostenibilità si colloca in piena coerenza con la normativa europea sulla finanza sostenibile, inclusi CSRD, SFDR, Tassonomia UE e requisiti di vigilanza prudenziale bancaria. Allo stesso tempo, si pone in rapporto di complementarità con lo standard volontario VSME elaborato dall’EFRAG per le PMI non quotate.
A differenza del VSME, il Documento non si configura come standard di rendicontazione, ma come strumento operativo per semplificare lo scambio informativo sul credito, riducendo gli oneri di raccolta e calcolo dei dati.
Benefici per le PMI e per il sistema economico
Attraverso un sistema strutturato di informazioni ESG, le PMI possono migliorare la propria capacità di misurare rischi e opportunità legati alla transizione, accedere con maggiore facilità a finanziamenti privati e pubblici, pianificare investimenti mirati e rafforzare il posizionamento competitivo, anche nelle gare d’appalto pubbliche.
Il Documento valorizza inoltre la coerenza con la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, contribuendo a riconoscere il ruolo delle PMI nel raggiungimento degli obiettivi ambientali e sociali a livello nazionale e territoriale.
Uno strumento dinamico per accompagnare la transizione
Pensato come strumento dinamico e aggiornabile nel tempo, il Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche rappresenta un tassello rilevante nella costruzione di un ecosistema finanziario più inclusivo e orientato alla sostenibilità. Un’iniziativa che guarda al futuro, ponendo le basi per un dialogo più efficace, trasparente e proporzionato tra sistema produttivo e sistema finanziario.