L’attenzione al benessere psicologico dei lavoratori sta guadagnando crescente importanza anche nelle strategie di welfare aziendale. A confermarlo sono anche i dati dello studio “Mens sana in corporate sana – Osservatorio psicologico nelle aziende italiane” realizzato da Serenis e dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno”. Nello specifico dall’indagine emerge che il 63% dei lavoratori italiani ritiene fondamentale il benessere mentale sul posto di lavoro, mentre l’85% indica i programmi di supporto psicologico come le attività più efficaci. Inoltre il 67% dichiara di aver già affrontato un percorso (anche breve) di counseling o supporto psicologico in modo autonomo, mentre chi non l’ha mai fatto cita i motivi economici come cause prevalenti.
Ed è proprio con Serenis che Nestlé Italia ha da poco siglato una partnership che consente a tutti i dipendenti dell’azienda di accedere gratuitamente a un pacchetto di sedute individuali con un professionista, con la possibilità di proseguire successivamente a tariffe agevolate.
La collaborazione intende rafforzare un ampio programma interno dedicato al benessere psicologico che Nestlé porta avanti ormai da anni. Tra le iniziative già avviate, per esempio, vi sono la possibilità di accedere a una consulenza psicologica per affrontare questioni di tipo lavorativo e di partecipare a webinar e sessioni di formazione. L’azienda ha poi effettuato un investimento di 70.000 euro in attività di prevenzione oncologica ed educazione alimentare, dando prova di una visione olistica della salute.
“Per noi di Nestlé, che ci proponiamo di essere una 'Force for Good' nella società, è molto importante impegnarci per migliorare la salute e il benessere delle nostre persone. Crediamo fermamente, infatti, che investire nella salute psicologica dei nostri collaboratori non solo migliori la loro qualità della vita, ma favorisca anche un ambiente di lavoro più produttivo e positivo. Siamo convinti che insieme possiamo affrontare le piccole e grandi sfide quotidiane e fornire un aiuto concreto a chi magari sta affrontando un momento complicato e cerca di raggiungere il proprio equilibrio”, ha dichiarato Giacomo Piantoni, Direttore Risorse Umane del Gruppo Nestlé in Italia.
L’attenzione di Nestlé alla sostenibilità sociale a livello globale
Nel frattempo, su scala internazionale, Nestlé continua a rafforzare il proprio impegno nella sostenibilità della filiera agricola, concentrandosi in particolare sul comparto del cacao in Costa d’Avorio. Alcuni anni fa è stato infatti avviato il programma Income Accelerator, pensato per migliorare i livelli di reddito delle famiglie di coltivatori e affrontare allo stesso tempo il rischio di lavoro minorile, ancora diffuso in molte aree rurali.
Ogni anno il KIT Royal Tropical Institute, partner di lungo corso dell’iniziativa, conduce un’analisi approfondita sull’efficacia del programma e i risultati dell’ultima edizione hanno confermato gli impatti positivi: le famiglie che hanno aderito al programma hanno ottenuto rese agricole superiori del 18% rispetto ai coltivatori di cacao non coinvolti. Questo si è tradotto in un incremento del 15% del reddito netto totale per le famiglie partecipanti.
Oltre agli aspetti economici, si segnalano miglioramenti significativi anche sul piano sociale: un aumento del 31% del benessere dei minori, un indice di emancipazione femminile superiore del 18% e un forte incremento nell’accesso scolastico, con l’88% dei bambini iscritti a scuola nel 2024 contro l’81% del 2022.
Anche dal punto di vista agronomico, gli effetti del programma sono positivi: le piantagioni risultano più sane e resilienti, confermando che sostenibilità economica e salute del suolo possono procedere di pari passo. Questi risultati incoraggianti hanno spinto Nestlé a pianificare l’espansione dell’Income Accelerator sia in Costa d’Avorio che in Ghana, principali aree di origine del cacao per l’azienda.
“Il nostro programma di accelerazione del reddito è una delle nostre principali iniziative di sostenibilità”, ha dichiarato Laurent Freixe, CEO di Nestlé. “Ci impegniamo a espanderlo ulteriormente in Costa d’Avorio e Ghana, le nostre principali origini di cacao. Accogliamo con favore l’interesse dei governi e di altri attori del settore per il nostro approccio. Insieme, saremo in grado di ampliare il nostro lavoro per avere un impatto positivo”.