Quick fix, nuove modifiche agli ESRS per la rendicontazione di sostenibilità

La Commissione europea adotta una “soluzione rapida” per le imprese che già redigono report sulla sostenibilità aziendale sulla base della Corporate Sustainability Reporting Directive

Di Simona Politini

Normative - Pubblicato il 11-07-2025

La Commissione europea ha adottato modifiche mirate di tipo “quick fix” alla prima serie di standard europei di rendicontazione della sostenibilità (ESRS). Ciò ridurrà gli oneri e aumenterà la certezza per le aziende che hanno dovuto iniziare a presentare i bilanci per l'anno finanziario 2024 (comunemente denominate aziende della "prima ondata", in inglese "wave one"), come riporta il comunicato ufficiale oggi pubblicato sul sito web della Commissione europea.

Questa "soluzione rapida", si legge sempre nel comunicato ufficiale, si è resa necessaria perché le società della prima ondata non rientravano nel campo di applicazione della Direttiva "Stop-the-clock", (parte del Pacchetto Omnibus I) che ha posticipato di due anni gli obblighi di rendicontazione della sostenibilità per le società che rendicontano a partire dagli esercizi finanziari 2025 e 2026 (le cosiddette società della "seconda ondata" e "terza ondata").

Cos'è il quick fix, l'emendamento che modifica la CSRD (temporaneamente)

Il “quick fix” relativo alla CSRD è dunque un intervento normativo temporaneo e mirato che consente alle imprese di adeguarsi in modo più graduale agli obblighi di rendicontazione di sostenibilità, garantendo al contempo una maggiore chiarezza e coerenza nell’applicazione delle nuove regole europee.

Per le aziende della prima ondata chiamate a rendicontare, viene concesso un rinvio di due anni per alcune informazioni specifiche da riportare secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). In particolare, il “quick fix” consente di non dover divulgare fino al 2027 dati relativi a rischi e opportunità ambientali (clima, biodiversità, uso delle risorse), nonché alcune informazioni sociali riguardanti la forza lavoro e le emissioni di gas serra di scope 3 per le imprese con meno di 750 dipendenti.

In altre parole le aziende della prima ondata non dovranno comunicare informazioni aggiuntive rispetto all'esercizio finanziario 2024. Inoltre, per gli esercizi finanziari 2025 e 2026, le aziende della prima ondata con più di 750 dipendenti beneficeranno della maggior parte delle stesse disposizioni transitorie attualmente applicabili alle aziende fino a 750 dipendenti. 

Si legge nell'Atto Delegato pubblicato dalla Commissione europea oggi 11 luglio 2025 :

"La CSRD richiede alle imprese interessate di comunicare le informazioni sulla sostenibilità in conformità agli Standard Europei di Reporting sulla Sostenibilità (ESRS), stabiliti nell'Allegato I del Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 della Commissione. Tali ESRS sono indipendenti dal settore, il che significa che devono essere applicati da tutte le imprese interessate, indipendentemente dal settore economico in cui operano. Per aiutare le imprese ad adattarsi al nuovo regime di rendicontazione, la prima serie di ESRS specifica che alcuni degli obblighi di rendicontazione sono introdotti gradualmente. Ciò significa che alcune informazioni che le imprese devono comunicare devono essere comunicate solo a partire dal secondo o terzo anno di applicazione degli standard. Alcune di queste disposizioni graduali si applicano a tutte le imprese interessate dalla CSRD, mentre altre si applicano solo alle imprese interessate con un massimo di 750 dipendenti. In particolare, le imprese con un massimo di 750 dipendenti possono, tra le altre cose, omettere tutti i dati relativi ai seguenti standard tematici per i primi due anni in cui sono tenute ad applicarli: ESRS E4 (biodiversità ed ecosistemi), ESRS S2 (lavoratori nella catena del valore), ESRS S3 (comunità interessate) ed ESRS S4 (consumatori e utenti finali). Inoltre, possono omettere tutti i dati relativi a ESRS S1 (personale proprio) solo per il primo anno di applicazione degli standard. Il primo set di ESRS contiene anche una clausola di salvaguardia che prevede che, qualora un'impresa con un massimo di 750 dipendenti si avvalga di tali esenzioni temporanee per uno standard tematico completo, debba comunque comunicare alcune informazioni di sintesi sull'argomento in questione se l'impresa ha concluso che l'argomento in questione è rilevante".

A seguire una tabella di riepilogo delle modifiche agli ESRS previste dal quick fix

Cosa viene dopo

Nel frattempo, la Commissione europea sta lavorando a una revisione più ampia degli standard europei di rendicontazione della sostenibilità (ESRS), con l'obiettivo di ridurre sostanzialmente il numero di requisiti in materia di dati, chiarire le disposizioni ritenute poco chiare e migliorare la coerenza con altri atti legislativi. Si prevede che tale revisione sarà completata entro l'esercizio finanziario 2027.


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