Report di Sostenibilità Banca Etica 2024, finanza partecipativa per la giustizia sociale e climatica

La prima e tuttora unica banca in Italia esclusivamente dedita alla finanza etica sostiene persone, imprese e territori svantaggiati, promuovendo filiere bio, housing sociale e imprenditoria femminile

Di Redazione

Report di Sostenibilità - Pubblicato il 22-07-2025

La rendicontazione di sostenibilità è un altro strumento con cui Banca Etica si distingue nel panorama bancario italiano: il suo Report d’Impatto 2025 misura concretamente l’efficacia dei finanziamenti rispetto agli obiettivi ESG. Nel 2024, l’istituto ha erogato 420,7 milioni di euro di nuovi finanziamenti, in netta crescita rispetto ai 300 milioni dell’anno precedente. L’importo complessivo dei crediti in essere al 31 dicembre ammonta a 1,27 miliardi di euro, con impieghi prevalentemente orientati alla generazione di valore collettivo, in linea con la missione della banca di sostenere, attraverso l’ordinaria attività bancaria, iniziative economiche e imprenditoriali che contribuiscano al benessere sociale e alla tutela dell’ambiente.

I numeri dell’impatto sociale

L’impatto diretto delle attività di Banca Etica nel 2024 ha coinvolto 60.026 persone attraverso progetti di assistenza, cura, educazione e inclusione. I finanziamenti hanno contribuito a creare 1.544 nuovi posti di lavoro e a sostenere l’accesso alla casa come diritto fondamentale, con 57,1 milioni di euro erogati tra housing sociale e mutui Consap.

Spicca anche il sostegno all’imprenditoria femminile – 27% dei soggetti finanziati – e alle persone migranti: 8.563 beneficiari coinvolti in programmi d’accoglienza strutturati.

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Ambiente e circolarità

Nel contrasto alla crisi climatica, la banca ha finanziato iniziative che hanno evitato 4.664 tonnellate di CO₂, favorito il riciclo di 178 tonnellate di rifiuti e incentivato l’agricoltura biologica con 1.848 ettari coltivati. Inoltre, Banca Etica ha sostenuto 108 interventi per l’efficienza energetica e 47 impianti a rinnovabili, rafforzando il proprio ruolo nella transizione ecologica.

Partecipazione e radicamento territoriale

La crescita della base sociale testimonia il coinvolgimento attivo della comunità: +3,5% nel 2024, +23,2% nel quinquennio. Il capitale sottoscritto aumenta la capacità di credito e consente una maggiore redistribuzione territoriale. Gli impieghi in Mezzogiorno (18,8%) superano la media del sistema bancario (15,4%), così come quelli destinati a province ad alta disoccupazione (10,1% contro 7,9%). Nelle zone a più elevata esclusione finanziaria, Banca Etica eroga il doppio del credito rispetto alla media nazionale.

Un modello etico che sfida le retoriche sulla sostenibilità

«Il credito di Banca Etica – commenta il direttore generale Nazzareno Gabrielli – rafforza una società proiettata verso una crescita equa, duratura e collettiva fatta di responsabilità d’impresa, attenzione agli impatti generati e promozione degli standard ESG, proprio mentre spirano forti da Washington i venti contrari alla transizione ecologica, e le divisioni nel Vecchio Continente favoriscono lobby votate a indebolire o cancellare le regole scaturite dal Green New Deal europeo. E così Banca Etica fa un passo oltre e, attraverso un modello organizzativo interno basato su obiettivi crescenti di impatto sociale e ambientale (IAF, Impact Appetite Framework), coinvolge quotidianamente persone e processi della propria struttura per continuare a rappresentare un’avanguardia di sviluppo eticamente orientato, in alternativa ad un sistema politico-economico che spesso svuota di senso il termine "sostenibile" per piegarlo alle richieste di chi sceglie di ignorare le comuni urgenze sociali e ambientali».

 

 

L’azienda

Banca Etica è una banca popolare cooperativa, con una presenza consolidata in Italia e Spagna, nata nel 1999 dall’impegno congiunto di numerose persone e organizzazioni del Terzo Settore e della società civile che hanno condiviso l’obiettivo di creare un istituto di credito basato esclusivamente sui principi della finanza etica: trasparenza, partecipazione, sobrietà, efficienza e un’attenta valutazione degli impatti non economici delle attività economiche.

 


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