La compliance ESG non è più un semplice esercizio di conformità ma sta diventando una leva strategica per generare valore aziendale e migliorare la competitività. È quanto emerge dal report "Beyond Compliance", condotto da studenti del programma MPhil in Ingegneria per lo Sviluppo Sostenibile dell'Università di Cambridge in collaborazione con DNV, che ha analizzato l’effetto delle normative ESG, con un focus particolare sulla CSRD, su 43 grandi organizzazioni internazionali operanti in 15 settori diversi.
"Regolamentazioni come la CSRD stanno accelerando un cambiamento radicale nel modo in cui le aziende concepiscono la sostenibilità. Anche nei mercati in cui la regolamentazione è meno restrittiva, le aziende stanno attivamente costruendo trasparenza e fiducia attraverso il reporting ESG. Tuttavia, sebbene l'ambizione sia elevata, spesso le capacità sono carenti. Per realizzare appieno il valore operativo e strategico dell'ESG, le aziende hanno bisogno degli strumenti, delle risorse e delle competenze adeguati", ha dichiarato Lars Sørum, Regional Manager, Europe, Supply Chain and Product Assurance di DNV.
I benefici della compliance ESG
Dallo studio risulta che il 72% delle aziende ritiene che la compliance ESG abbia aumentato il proprio valore percepito da investitori o stakeholder. A confermare questo valore vi è anche un dato molto interessante: il 71% delle aziende era già impegnato in una qualche forma di rendicontazione della sostenibilità prima dell'entrata in vigore dei requisiti obbligatori della CSRD, mentre il 7% si spingeva anche oltre i requisiti della Direttiva. A trainare questa adozione precoce sono state soprattutto la domanda dei clienti (19%) e il coinvolgimento dei dipendenti (17%).
Un ambito in cui la compliance ESG ha avuto effetti tangibili è la reputazione: il 63% ha registrato un miglioramento nella percezione del brand, con il 38% che ha acquisito nuovi clienti e il 25% ha rafforzato la fedeltà dei clienti esistenti. L’effetto reputazionale si rivela così una componente chiave del ritorno sull’investimento in sostenibilità.
Ma i benefici non riguardano solo la percezione esterna ma anche quella interna, estendendosi anche all’ambito operativo: il 66% delle aziende ha migliorato la gestione dei rischi, in particolare quelli legati alla supply chain; il 44% ha riscontrato una maggiore efficienza; e il 43% ha indicato una riduzione diretta dei costi legati alle emissioni.
Tuttavia, la ricerca evidenzia anche un forte divario tra le aziende che si limitano alla conformità e quelle che usano l’ESG come motore per l’innovazione. Solo il 13% ha, infatti, deciso di andare oltre la semplice compliance ESG, ampliando le proprie iniziative di sostenibilità. Questo gruppo ristretto è, però, quello che ha riportato i benefici più significativi in termini di engagement degli stakeholder, di riduzione dei rischi e di differenziazione sul mercato. Il dato suggerisce che il valore reale nasce non dal mero rispetto della norma, ma dall’integrazione della sostenibilità nella strategia aziendale.
Compliance ESG, le sfide da affrontare
Le criticità principali, comuni a diverse imprese, indipendentemente dall'organico o dal fatturato dell'azienda, si concentrano su tre aree: integrazione della sostenibilità nei processi finanziari (19%), raccolta e gestione dei dati ESG (18%) e tracciabilità della supply chain (33%). Inoltre, il 15% segnala difficoltà nell’integrare l’ESG nella strategia aziendale. Questi ostacoli evidenziano l’urgenza di investimenti in competenze, strumenti digital, e sistemi di governance capaci di inglobare la sostenibilità nei meccanismi decisionali.
Gli intervistati hanno anche affermato che potrebbero trarre benefici da: linee guida normative più chiare (26%); migliori strumenti di reporting digitale (23%); benchmark più rigorosi sulle best practice (22%).
Il report sottolinea anche come la leadership ESG passi attraverso la cultura aziendale. Il 45% delle organizzazioni ha creato team dedicato alla sostenibilità, spesso in sinergia con le funzioni legali e di governance, mentre l’engagement è particolarmente alto a livello dirigenziale e manageriale, con un effetto positivo anche sul coinvolgimento dei dipendenti.
Lo studio termina evidenziando alcune azioni che le imprese dovrebbero realizzare per massimizzare l’impatto strategico della compliance ESG: integrare sostenibilità e strategia finanziaria, investire nella qualità dei dati, formare il personale, coinvolgere in modo trasparente gli stakeholder e andare oltre i KPI normativi, misurando anche il contributo dell’ESG a ricavi, reputazione e retention.