Il Pacchetto Omnibus rappresenta una proposta della Commissione Europea volta a semplificare e deregolamentare il regime di rendicontazione sulla sostenibilità nell'Unione Europea. Questa iniziativa, presentata nel febbraio 2025, mira a ridurre gli oneri amministrativi per le aziende, mantenendo al contempo gli obiettivi del Green Deal europeo. Uno studio, realizzato da Josef Baumüller, ricercatore della Vienna University of Economics and Business (WU) specializzato sui temi della sostenibilità aziendale, analizza gli effetti di questa proposta, con particolare attenzione al contesto austriaco e alle implicazioni per le aziende di diversi settori. Tuttavia queste considerazioni possono valere anche per gli altri Paesi caratterizzati da una predominanza di piccole e medie imprese, compreso l'Italia.
Dallo studio, EU omnibus package on sustainability – something we don’t want to ride (yet)?, che analizza un campione di circa 32.000 aziende austriache recuperate dal database Orbis, emerge come uno dei principali punti critici riguardi l'assenza di un'analisi dettagliata degli impatti della proposta sui diversi settori e sull'ambiente. Secondo il ricercatore, la Commissione Europea non ha fornito evidenze empiriche sufficienti per supportare la soglia dei 1000 dipendenti, né ha considerato adeguatamente le conseguenze per la sostenibilità.
Effetti Pacchetto Omnibus, la soglia minima di 1000 dipendenti e gli impatti sui settori
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ha introdotto requisiti più stringenti rispetto alla precedente Direttiva sulla Rendicontazione Non Finanziaria (NFRD), ampliando il campo di applicazione e migliorando la qualità dei dati disponibili. Uno degli elementi chiave del Pacchetto Omnibus è l'introduzione di una soglia minima di 1000 dipendenti per le aziende soggette agli obblighi di rendicontazione. Questo cambiamento riduce drasticamente il numero di imprese coinvolte, con un impatto significativo nei Paesi caratterizzati da una predominanza di piccole e medie imprese (PMI), come l'Austria, e anche l'Italia. Secondo le stime pubblicate sul sito ufficiale dell'Unione Europea nelle Domande e risposte sulla semplificazione omnibus I e II , questa modifica potrebbe escludere circa l'80% delle aziende precedentemente soggette alla CSRD.
L'analisi del documento redatto da Baumüller, evidenzia come gli effetti della proposta variano notevolmente tra i settori:
- Settore immobiliare: subisce una riduzione significativa delle aziende obbligate alla rendicontazione, nonostante il suo impatto ambientale rilevante.
- Settore dei trasporti: registra una diminuzione simile, con potenziali conseguenze sulla trasparenza delle emissioni.
- Servizi sociali: rimangono ampiamente inclusi nella rendicontazione, nonostante le risorse limitate disponibili per soddisfare tali requisiti.
"I risultati di questo documento − scrive l'autore − evidenziano una lacuna critica nel nuovo approccio proposto dalla Commissione Europea per stabilire soglie per la rendicontazione della sostenibilità: l'assenza di una valutazione completa degli impatti correlati sulla sostenibilità. La natura arbitraria delle modifiche alla soglia proposte solleva notevoli preoccupazioni, poiché influenzano in modo sproporzionato anche diversi settori (in Austria ma probabilmente anche altrove) e non mostrano allineamento con gli impatti effettivi sulla sostenibilità. Una valutazione di impatto strutturata e interdisciplinare, che incorpori scienza della sostenibilità, economia e approfondimenti specifici del settore, dovrebbe costituire la base per qualsiasi adeguamento significativo alle soglie di rendicontazione".
La proposta Omnibus non tiene conto delle differenze tra i settori in termini di risorse economiche e impatti ambientali:
• Settori ad alto rischio ambientale, come quello immobiliare o energetico, beneficiano maggiormente dalla semplificazione.
• Settori vulnerabili, come i servizi sociali, affrontano sfide significative nel rispettare i requisiti senza adeguati supporti finanziari o tecnici.
"L'analisi mostra che l'impostazione di soglie relative ai dipendenti ha un impatto considerevole sul numero di aziende interessate dalla regolamentazione. Questo effetto è altamente specifico del settore e a sua volta non è correlato alle differenze nella natura degli impatti. L'impostazione di una soglia di 1000 dipendenti, ad esempio, esclude la maggior parte delle aziende del settore immobiliare dagli obblighi di rendicontazione; lo stesso vale ad esempio per i settori dei trasporti o dell'acciaio. Allo stesso tempo, i fornitori di servizi sociali rimangono ancora in una misura molto ampia nell'ambito della regolamentazione".
Come limitare i potenziali effetti negati della soglia a 1000 dipendenti nel Pacchetto Omnibus
"Sulla base dei dati analizzati per questo documento, le proposte stabilite nella Omnibus I implicherebbero per l'Austria una riduzione di circa il 90% delle aziende (o più) che rientrano nell'ambito di applicazione della CSRD. Questa non è solo una grave riduzione rispetto alla stima iniziale, ma rappresenta anche una minaccia per l'idea di base della finanza sostenibile. Una chiara logica ha costituito il fondamento del lavoro sul CSRD: i mercati devono fare affidamento sulla disponibilità di dati affidabili su una scala sufficientemente ampia. Sulla base dei risultati di questo documento, almeno per l'Austria questo così non sarà in futuro. Se, di conseguenza, anche i meccanismi del mercato dei capitali dovessero essere indeboliti per riflettere questa nuova situazione, l'idea di 'finanziare la crescita sostenibile' potrebbe giungere alla fine; e con ciò, probabilmente anche un'altra pietra angolare del Green Deal. Ma questo non sarebbe solo dannoso per le ambizioni politiche in materia di sostenibilità, ma anche per le aziende nei loro sforzi di adattarsi a un ambiente in continua evoluzione e a una maggiore pressione sulla sostenibilità da parte di clienti e fornitori di capitali anche al di fuori dell'Unione Europea".
Per migliorare l'efficacia del Pacchetto Omnibus, si raccomanda:
• Una revisione delle soglie basata su criteri più inclusivi.
• Un'analisi approfondita degli impatti settoriali.
• Maggiore attenzione ai settori ad alto rischio ambientale.
Queste modifiche potrebbero garantire un equilibrio tra semplificazione amministrativa e tutela degli obiettivi ambientali e sociali dell'Unione Europea.