Tra il 2026 e il 2028 il 76% delle medie imprese italiane investirà in digitale e il 73% in sostenibilità ambientale. È quanto emerge dal Report "Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica", realizzato da Unioncamere, dall'Area Studi di Mediobanca e dal Centro Studi Tagliacarne.
Il dato, pur restando su livelli elevati, segna un rallentamento rispetto al triennio precedente, quando gli investimenti in digitale riguardavano l'84% delle medie imprese e quelli green il 77%. "Il nucleo del quarto capitalismo italiano continua a registrare buone performance, anche se dopo anni di crescita sostenuta sembra rallentare il passo", ha commentato Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne.
Nonostante la frenata, la propensione a investire delle medie imprese resta ben superiore alla media delle Pmi italiane, che nei prossimi tre anni punteranno sul digitale nel 47% dei casi e sulla sostenibilità ambientale nel 46%.
Costi elevati e incertezza normativa: gli ostacoli agli investimenti
Il report evidenzia come tre medie imprese su quattro incontrino almeno un ostacolo nel realizzare i propri piani di investimento in digitalizzazione e transizione green. La barriera più segnalata è quella dei costi iniziali elevati, indicata dal 41,2% delle imprese, seguita dall'incertezza del quadro normativo (34%) e dalla necessità di destinare risorse ad altre priorità aziendali (32,5%).
Pesa inoltre la carenza di competenze interne e manageriali adeguate a gestire i processi di innovazione, segnalata dal 25,3% delle medie imprese. Un fattore che, secondo Esposito, chiama in causa il tema della governance: "Le medie imprese restano un pilastro dello sviluppo del Paese, ma finora non hanno beneficiato di politiche dedicate. Per sostenerne la crescita servono interventi mirati che favoriscano una maggiore apertura manageriale e l'evoluzione della governance".
Consulenti, filiera e istituzioni territoriali a supporto dell'innovazione
Per affrontare questi ostacoli, le medie imprese si affidano prevalentemente a soggetti esterni. Il 73,9% ricorre a imprese di consulenza o consulenti privati, il 53,3% coinvolge fornitori e clienti nel proprio percorso di innovazione, mentre il 15,9% si rivolge alle istituzioni territoriali, come Camere di commercio e associazioni di categoria, per sostenere gli investimenti in digitale e sostenibilità ambientale.
Cresce l'interesse per le tecnologie Net-Zero
Un segnale positivo arriva dal fronte della decarbonizzazione: nel triennio 2026-2028 il 41% delle medie imprese investirà in tecnologie Net-Zero per la transizione verde, contro il 39,8% registrato nel triennio precedente. Un incremento che conferma come, pur in un contesto di generale rallentamento degli investimenti complessivi, la spinta verso le tecnologie a basso impatto ambientale continui a rafforzarsi tra le realtà del quarto capitalismo italiano.