La sostenibilità si sta progressivamente spostando dalla dimensione delle iniziative specifiche a quella delle decisioni che orientano il business. È quanto emerge dal KPMG Global CEO Outlook 2026, la dodicesima edizione dell'indagine che raccoglie le opinioni di 1.400 amministratori delegati di aziende con ricavi annui superiori a 500 milioni di dollari, distribuite in 12 mercati e 13 settori industriali.
Secondo la ricerca, il 63% dei CEO indica nell'integrazione più profonda della sostenibilità nelle strategie aziendali la principale risposta adottata nell'ultimo anno alle pressioni geopolitiche e ai cambiamenti interni ed esterni alle organizzazioni.
Un ulteriore 21% dichiara di aver concentrato gli sforzi sui temi di sostenibilità più rilevanti per la propria impresa, mentre il 14% ha scelto di ampliare ulteriormente le iniziative già avviate.
I risultati evidenziano un'evoluzione nell'approccio delle imprese: la sostenibilità viene sempre più considerata una componente delle scelte di sviluppo, della gestione dei rischi e della pianificazione di lungo periodo.
Investimenti e sostenibilità: il 70% dei CEO valuta costi e benefici
L'integrazione della sostenibilità riguarda anche le decisioni finanziarie. Il 70% degli amministratori delegati intervistati afferma di considerare i costi e i potenziali ritorni delle iniziative sostenibili almeno in una parte delle decisioni di investimento.
Il dato comprende un 29% di CEO che tiene conto di questi elementi in ogni decisione significativa relativa all'allocazione del capitale.
La valutazione economica degli interventi ambientali e sociali diventa quindi parte del processo decisionale aziendale. Un passaggio rilevante, perché collega gli obiettivi di sostenibilità alla gestione delle risorse finanziarie e alla capacità delle imprese di misurare gli effetti delle proprie scelte.
La sfida consiste nel tradurre gli impegni in programmi di investimento concreti, individuando le iniziative in grado di produrre risultati misurabili nel tempo. In questa prospettiva, la sostenibilità assume un ruolo nella valutazione delle opportunità di crescita e nella resilienza dei modelli di business.
Net Zero, la decarbonizzazione della supply chain resta la sfida principale
Il raggiungimento degli obiettivi Net Zero continua a incontrare ostacoli operativi e normativi. Il KPMG Global CEO Outlook 2026 evidenzia come la complessità della transizione climatica non dipenda esclusivamente dalle scelte delle singole organizzazioni, ma coinvolga anche le catene di fornitura e i diversi mercati in cui le imprese operano.
Il 91% dei CEO considera le differenze tra normative e aspettative in materia di sostenibilità nei vari Paesi una sfida significativa o moderata.
Tra gli ostacoli più rilevanti al raggiungimento degli obiettivi climatici, la decarbonizzazione delle supply chain si colloca al primo posto, indicata dal 22% degli intervistati. Seguono la disomogeneità normativa tra le diverse giurisdizioni, con il 20%, i costi, con il 16%, e la carenza di competenze ed expertise, con il 15%.
I risultati confermano il peso della dimensione lungo la catena del valore. Per raggiungere gli obiettivi climatici, le imprese devono infatti confrontarsi con le emissioni generate dai fornitori, con la disponibilità di tecnologie e soluzioni a minore intensità carbonica e con la capacità di coinvolgere gli altri attori della filiera.
La transizione richiede pertanto una pianificazione che superi i confini organizzativi e integri le politiche di approvvigionamento, la selezione dei partner e la valutazione delle prestazioni ambientali dei fornitori.
Intelligenza artificiale e sostenibilità: opportunità e impatti ambientali
Un altro elemento di interesse della ricerca riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e sostenibilità. La tecnologia viene riconosciuta dai CEO come uno strumento potenzialmente utile per accelerare il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma il suo sviluppo pone anche nuove questioni ambientali.
Circa otto CEO su dieci ritengono che l'intelligenza artificiale possa contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici e di sostenibilità. Allo stesso tempo, il 95% riconosce la presenza, all'interno della propria organizzazione, di preoccupazioni legate all'impatto ambientale complessivo di un utilizzo sempre più esteso dell'AI.
Si tratta di una contraddizione apparente che riflette una questione destinata ad assumere crescente rilevanza: le tecnologie digitali possono migliorare l'efficienza dei processi, supportare il monitoraggio dei consumi e ottimizzare l'impiego delle risorse, ma richiedono infrastrutture, capacità computazionale ed energia.
La sostenibilità dell'innovazione tecnologica dipende quindi anche dalla capacità di valutare gli impatti ambientali delle infrastrutture digitali e di integrare criteri di efficienza energetica nelle scelte tecnologiche.
Energia, le imprese puntano sulle rinnovabili e sull'efficienza
La pianificazione energetica rappresenta un ulteriore ambito di intervento. Nei prossimi tre-cinque anni, il 49% dei CEO prevede di concentrarsi principalmente sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento esterne, privilegiando energie rinnovabili o a minore intensità carbonica.
Il 37% intende invece dare priorità alla riduzione della domanda energetica attraverso interventi di efficienza, mentre il 13% pianifica investimenti in capacità dedicate di generazione, accumulo o backup energetico.
La distribuzione delle risposte evidenzia come la strategia energetica delle imprese si sviluppi lungo direttrici complementari: diversificazione delle fonti, riduzione dei consumi e rafforzamento dell'autonomia energetica.
Queste scelte rispondono a esigenze ambientali, ma anche alla necessità di gestire l'esposizione alla volatilità dei mercati energetici e di rafforzare la continuità operativa.
Dalla strategia alla misurazione dei risultati
Il KPMG Global CEO Outlook 2026 restituisce l'immagine di un mondo imprenditoriale nel quale la sostenibilità acquista maggiore peso nelle strategie e nelle decisioni di investimento. Restano tuttavia significative le difficoltà legate alla decarbonizzazione delle filiere, alla frammentazione normativa, ai costi e alla disponibilità di competenze.
Per le imprese, la questione centrale diventa quindi la capacità di trasformare gli orientamenti strategici in interventi effettivi, accompagnati da responsabilità definite, risorse adeguate e sistemi di monitoraggio.
In questo percorso, la misurazione delle prestazioni ambientali e la disponibilità di dati affidabili assumono una funzione determinante. La rendicontazione di sostenibilità può contribuire a rendere verificabili gli impegni, a individuare le aree di miglioramento e a comunicare agli stakeholder i progressi compiuti.
La sfida per i CEO non riguarda dunque soltanto l'inserimento della sostenibilità nei piani aziendali, ma la capacità di dimostrare come questa integrazione si traduca in cambiamenti concreti nei processi produttivi, nelle catene di fornitura, negli investimenti e nella gestione delle risorse.





