Sostenibilità PMI europee, cresce la resilienza climatica ma rallenta l’adozione delle strategie ESG

Le piccole e medie imprese europee continuano a investire nella sostenibilità, ma la crescita mostra segnali di rallentamento. Secondo il Generali SME EnterPRIZE White Paper 2026, il 41% delle PMI ha già adottato o sta implementando strategie ESG

Di Redazione

Trend e Scenari - Pubblicato il 19-05-2026

Le piccole e medie imprese europee continuano a considerare la sostenibilità un fattore strategico per la competitività, ma la velocità della transizione appare meno dinamica rispetto agli anni precedenti. Il quinto SME EnterPRIZE White Paper di Generali, realizzato con SDA Bocconi Sustainability Lab su un campione di 1.100 PMI in undici Paesi europei, restituisce l'immagine di un ecosistema resiliente ma sempre più polarizzato.

Il quadro delineato dal report mostra un dato significativo: le imprese che hanno adottato o stanno implementando strategie ESG rappresentano il 41% del totale. Una quota superiore al 34% rilevato nel 2020, ma rimasta sostanzialmente stabile dal 2022.

Trend 2026: la sostenibilità delle PMI resta stabile, ma la crescita rallenta

La principale tendenza individuata dallo studio può essere sintetizzata come una fase di consolidamento. La sostenibilità non arretra, ma smette di espandersi spontaneamente.

Tra le imprese europee:

  • 22% ha già implementato una strategia ESG ("Heroes")
  • 19% sta implementando una strategia ESG ("Soon-to-be")
  • 38% non ha adottato alcuna strategia e non prevede di farlo
  • 15% rimane indeciso
  • 6% dichiara di non sapere come procedere

Secondo gli autori del rapporto, il rischio è la cristallizzazione del mercato: un gruppo stabile di aziende sostenibili continua a evolversi, mentre un'ampia fascia di imprese resta ferma.

Le PMI italiane accelerano più del resto d’Europa

Tra i dati più interessanti emerge la performance dell'Italia.

Le PMI italiane registrano il maggiore incremento di adozione di strategie di sostenibilità nel periodo 2020–2026:

  • Italia: +27 punti percentuali
  • Spagna: +13 punti
  • Ungheria: +8 punti
  • Francia: +10 punti

L'Italia passa infatti dal 20% al 47% di aziende impegnate nella sostenibilità, collocandosi sopra la media europea del 41%.

Il report evidenzia inoltre come le aziende italiane mostrino una percezione inferiore della complessità normativa rispetto alla media europea e una migliore comprensione del valore economico della sostenibilità.

Infografica 

 

Crescono gli ostacoli normativi: la burocrazia supera i vincoli finanziari

Uno degli elementi più rilevanti dell'edizione 2026 riguarda il cambiamento nella natura delle barriere alla transizione.

Se negli anni passati il principale ostacolo era rappresentato dalla scarsità di risorse economiche, oggi le imprese indicano soprattutto problemi legati al contesto istituzionale.

Le principali criticità segnalate sono:

  • mancanza di supporto istituzionale: 56%
  • assenza di incentivi pubblici: 56%
  • incertezza normativa: 53%
  • difficoltà di comprensione del business case ESG: 47%

Le difficoltà finanziarie, invece, mostrano una lieve diminuzione.

Secondo lo studio, il problema non riguarda tanto la presenza di regole, quanto la loro complessità, frammentazione e scarsa accessibilità per le PMI.

Aumentano i vantaggi competitivi della sostenibilità

Parallelamente cresce la percezione dei benefici associati alle strategie ESG.

Tra le aziende che hanno adottato pratiche di sostenibilità emergono risultati positivi in molteplici aree:

  • miglior impatto ambientale: 81%
  • soddisfazione clienti: 74%
  • reputazione e dialogo con stakeholder: 72%
  • efficienza e produttività: 71%
  • migliore gestione del rischio: 70%
  • vantaggio competitivo: 68%

Il dato più significativo riguarda proprio il vantaggio competitivo, cresciuto di 18 punti percentuali dal 2022.

Questo suggerisce che la sostenibilità sta progressivamente uscendo dalla dimensione puramente reputazionale per diventare un fattore di differenziazione strategica.

Trend 2026: cresce la consapevolezza dei rischi climatici ma resta elevato il protection gap

L'altro grande tema del rapporto è la resilienza climatica.

La percezione dei rischi legati agli eventi estremi aumenta dal 50% al 55%, segnale che la questione climatica non riguarda più soltanto gli early adopter.

Tuttavia permane un ampio divario di protezione:

  • 59% delle PMI non dispone di coperture assicurative contro eventi climatici estremi
  • 74% non possiede coperture per interruzione dell'attività
  • 88% non utilizza strumenti innovativi di trasferimento del rischio

Secondo il White Paper, questo rappresenta uno dei principali punti di vulnerabilità per l'economia europea.

Le priorità indicate dalle imprese

Le aziende identificano alcune misure ritenute fondamentali per accelerare la transizione:

  • incentivi fiscali: 73%
  • fondi nazionali dedicati: 68%
  • accesso a fondi europei: 67%
  • semplificazione normativa: 66%

L'obiettivo indicato dal rapporto è costruire un sistema capace di trasformare la sostenibilità da fattore di resilienza a leva strutturale di crescita economica.

 

Fonti Generali SME EnterPRIZE White Paper 2026 – Fostering Sustainability in Small and Medium-Sized Enterprises, in collaborazione con SDA Bocconi Sustainability Lab.

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