La sostenibilità è entrata stabilmente nelle agende di governo, nelle strategie aziendali e nelle normative europee, trasformandosi da tema volontario a parametro misurabile di performance. Con l’arrivo della Corporate Sustainability Reporting Directive e dei nuovi standard di disclosure, le imprese europee sono chiamate a un allineamento rapido e rigoroso, capace di integrare ambiente, diritti sociali, governance e trasparenza. La conseguenza è un crescente bisogno di competenze verticali, soprattutto sul fronte legale, dove ESG significa responsabilità, rischio e policy. Per rispondere a questa richiesta formativa, SDA Bocconi School of Management lancia un nuovo percorso specialistico dedicato alle implicazioni giuridiche della sostenibilità per le aziende. Il corso “ESG e sostenibilità: implicazioni legali per le imprese. Normative, responsabilità e strategie di compliance nel nuovo scenario europeo” partirà a marzo 2026.
ESG e sostenibilità: implicazioni legali per le imprese
Il corso ESG e sostenibilità: implicazioni legali per le imprese, promosso da SDA Bocconi School of Management, è concepito come un programma intensivo di tre giorni che si svolgerà a Milano, nella sede di Via Sarfatti 10, dal 25 al 27 marzo 2026. L’intero percorso ha una durata totale di 24 ore e si articola in tre unità tematiche ben definite.
La prima unità tematica, intitolata “ESG: sfide e opportunità per il giurista”, ha l’obiettivo di inquadrare il contesto normativo e culturale in cui si muove oggi la sostenibilità aziendale. Partendo dall’evoluzione del concetto di responsabilità sociale d’impresa verso l’attuale impianto regolatorio ESG, il modulo analizza cosa cambia concretamente per le aziende e, soprattutto, per chi presidia la funzione legale. Viene affrontato il passaggio dallo shareholderism allo stakeholderism, cioè dal primato degli interessi degli azionisti a un’attenzione più ampia verso lavoratori, comunità e ambiente. Si approfondisce la normativa europea e nazionale sul reporting di sostenibilità e si osserva la sostenibilità anche attraverso la lente degli investitori, con particolare attenzione ai green bond e ad altre obbligazioni legate a obiettivi socio-ambientali. L’intero percorso mette in luce come il ruolo del giurista d’impresa stia cambiando rapidamente, chiamato a interpretare norme in continua evoluzione, gestire un nuovo tipo di rischio legale e anticipare possibili contenziosi con competenze sempre più trasversali e aggiornate.
Il secondo modulo, “La sostenibilità tra trasparenza e disciplina dell’attività d’impresa, passando per l’etica imprenditoriale”, sposta il focus sulle implicazioni organizzative e regolatorie dell’ESG dentro le imprese. Qui si entra nel vivo della normativa europea e nella disciplina dell’attività d’impresa, con particolare attenzione alla Direttiva CSRD e alla Direttiva CS3D, alla finanza sostenibile e ai servizi di investimento. Il tema della trasparenza e della rendicontazione viene affrontato come leva strategica, non solo come adempimento formale, e viene analizzato l’impatto dell’integrazione ESG sui modelli di governance, sugli assetti interni e sui codici etici. Grande rilievo viene dato anche al Modello 231, alla legalità e all’etica imprenditoriale, componenti sempre più interconnesse alla sostenibilità e alla reputazione aziendale.
Infine, il terzo modulo, “La gestione del rischio sostenibilità”, esplora il lato più critico e operativo dell’ESG: quello del rischio. Si approfondiscono le responsabilità legali e il governo societario in ottica sostenibile, valutando come la governance influisca sulla prevenzione di controversie e violazioni. Un capitolo centrale è dedicato alla climate change litigation e, più in generale, alle forme emergenti di sustainability litigation che stanno prendendo spazio nei tribunali internazionali. Il programma affronta anche il tema dei green claims, cioè delle dichiarazioni ambientali potenzialmente fuorvianti, e il rischio penale che può derivare da una gestione superficiale della sostenibilità. Viene, infine, inserita una riflessione sulla dimensione sociale dell’ESG, spesso trascurata, ma oggi sempre più rilevante in relazione a diritti umani, filiere responsabili e welfare d’impresa. Il modulo offre quindi gli strumenti per leggere e prevenire scenari di rischio, trasformando la conformità normativa in un presidio di tutela e competitività.
Oltre al badge di partecipazione, frequentando almeno l’80% delle lezioni, i partecipanti potranno ottenere anche crediti formativi se riconosciuti da autorità competenti (richiesta di accreditamento è stata inoltrata al Consiglio Nazionale Forense e al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) e, per chi completa almeno 11 giorni di formazione complessivi nei programmi di Executive Education, l’accesso al SDA Bocconi Executive Education Certificate.
A chi si rivolge e chi sono i docenti
Data la forte impronta giuridica il programma si rivolge principalmente a legali d’impresa e studi legali. La platea dei possibili partecipanti però è più ampia e comprende anche: manager, imprenditori, commercialisti, consulenti, responsabili compliance, operatori del settore finanziario, e, più in generale, chiunque, all’interno di un’azienda o istituzione, abbia responsabilità in tema di governance, sostenibilità, rischio legale, finanza sostenibile.
La direzione del corso è affidata al professor Marco Ventoruzzo. La faculty è composta da esperti di diritto societario, ambientale, del lavoro, dei mercati finanziari e compliance, in grado di offrire una visione multidisciplinare e aggiornata delle implicazioni legali della sostenibilità. Tra questi anche: Miriam Allena, Associate Professor of Practice, Administrative Law; Eleonora Montani, Academic Fellow, Business Law; Giovanni Strampelli, Full Professor, Corporate Governance.
