I risultati della nuova indagine ASviS realizzata da Ipsos per ASviS sono stati presentati oggi a Roma in occasione della conferenza stampa di lancio della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026.
Lo studio, basato su un campione rappresentativo della popolazione italiana sopra i 16 anni e su 1.200 interviste complete, offre una fotografia aggiornata della percezione degli italiani rispetto alla transizione ecologica e agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
I risultati chiavi dell'indagine ASviS 2026
Secondo i dati dell'indagine ASviS, la sostenibilità resta un obiettivo condiviso, ma perde centralità in termini di urgenza percepita, complice la crescente pressione di priorità economiche e sociali di breve periodo.
Consapevolezza in crescita, ma urgenza in calo
Uno degli elementi più rilevanti che emerge dall’indagine ASviS riguarda il progressivo disallineamento tra consapevolezza e senso di urgenza.
Se da un lato aumenta l’attenzione verso i temi della sostenibilità, dall’altro si attenua la percezione della necessità di agire rapidamente. Tale dinamica è influenzata anche dalla diffusione di narrazioni negative sulle politiche di sviluppo sostenibile, che finiscono per rallentare il consenso pubblico.
Nel panorama informativo, i social media e le relazioni dirette si confermano come principali fonti, contribuendo a una crescente frammentazione dei contenuti e delle percezioni.
Agenda 2030 più conosciuta, ma comunicazione da rafforzare
L’indagine evidenzia un significativo incremento della conoscenza dell’Agenda 2030: il 73% degli italiani dichiara di averne sentito parlare, con un aumento di circa un terzo rispetto al 2022.
Nonostante ciò, permane una forte disomogeneità: la conoscenza è più diffusa tra studenti, laureati e classi dirigenti, mentre risulta più limitata nel resto della popolazione.
I concetti di sostenibilità ed ecologia sono ormai ampiamente riconosciuti, mentre termini più tecnici come SDGs ed ESG restano appannaggio di un pubblico più qualificato.
Lo studio suggerisce la necessità di un cambio di paradigma nella comunicazione: maggiore enfasi sui risultati concreti già raggiunti potrebbe risultare più efficace rispetto a una narrazione focalizzata esclusivamente sugli obiettivi di lungo periodo.
Clima, responsabilità e ruolo delle istituzioni
Il cambiamento climatico continua a essere percepito come una sfida urgente e una responsabilità collettiva. Tuttavia, emerge una frattura significativa: una parte dell’opinione pubblica dubita dell’efficacia dei comportamenti individuali nel produrre impatti rilevanti su scala globale.
Parallelamente, si rafforza la convinzione che il ruolo decisivo spetti alle istituzioni. Il Governo è indicato come principale attore della transizione, sia in termini di responsabilità sia di capacità operativa.
Il 57% degli italiani ritiene infatti che il settore pubblico debba guidare l’impegno per la sostenibilità, superando imprese e cittadini nelle aspettative di intervento.
Salute prioritaria e riforme ancora poco conosciute
Tra i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, emerge con forza la centralità del Goal 3 – Salute e benessere, considerato prioritario dalla popolazione.
Una sensibilità rafforzata dagli effetti della pandemia e dal peggioramento delle condizioni socioeconomiche legate alle crisi recenti.
Resta invece limitata la conoscenza della riforma costituzionale del 2022 che ha modificato gli articoli 9 e 41 introducendo il principio di tutela ambientale: solo un italiano su tre ne è a conoscenza. Tuttavia, oltre l’85% degli intervistati si dichiara favorevole ai cambiamenti introdotti.
Buone pratiche per le imprese alla luce dell’indagine ASviS
Alla luce dei risultati dell’indagine ASviS, emergono alcune direttrici strategiche che le imprese possono integrare nei propri percorsi di sostenibilità:
1. Rafforzare la comunicazione degli impatti concreti
Valorizzare risultati tangibili e benefici immediati delle iniziative ESG per aumentare il coinvolgimento degli stakeholder.
2. Semplificare il linguaggio della sostenibilità
Ridurre l’uso di tecnicismi (ESG, SDGs) a favore di una comunicazione accessibile e comprensibile anche a pubblici non specialistici.
3. Integrare la dimensione salute nelle strategie ESG
Allineare le politiche aziendali al Goal 3, con iniziative su benessere dei dipendenti, sicurezza e impatto sulla comunità.
4. Contrastare le narrazioni negative con dati e trasparenza
Adottare un approccio basato su evidenze, KPI e rendicontazione chiara per rafforzare la credibilità.
5. Collaborare con le istituzioni
Sviluppare partnership pubblico-private per contribuire attivamente alla transizione, in linea con le aspettative sociali.
6. Coinvolgere attivamente i dipendenti
Superare lo scetticismo sull’efficacia delle azioni individuali attraverso programmi di engagement e formazione interna.
7. Diversificare i canali di comunicazione
Presidiare social media e relazioni dirette con contenuti coerenti e verificati per contrastare la frammentazione informativa.