Quando si parla di sostenibilità delle startup, il dibattito tende spesso a concentrarsi sugli aspetti ambientali e sociali. Le nuove linee guida elaborate da CNDCEC e SIDREA propongono invece una visione più ampia e strutturata: una startup è sostenibile quando è in grado di crescere nel tempo, generare valore economico, attrarre risorse e gestire efficacemente i rischi che caratterizzano le prime fasi del ciclo di vita aziendale. Insomma, la sostenibilità delle startup è anche tanto un tema di governance.
L'obiettivo del documento è contribuire a ridurre l'elevata fragilità delle imprese giovani, spesso destinate a cessare l'attività nei primi anni a causa di errori di valutazione commessi nella fase di avvio. Secondo gli autori, molti di questi errori possono essere prevenuti attraverso strumenti adeguati di pianificazione, controllo e gestione.
La sostenibilità delle startup come capacità di creare valore nel lungo periodo
Le linee guida definiscono le startup come imprese di nuova costituzione, profit o non profit, nate con l'obiettivo di crescere rapidamente attraverso un modello di business replicabile e scalabile. La crescita sostenuta rappresenta quindi uno degli elementi distintivi di queste organizzazioni.
Il documento sottolinea inoltre che l'innovazione tecnologica e l'appartenenza al settore digitale non costituiscono requisiti essenziali. Ciò che caratterizza realmente una startup è la capacità di trasformare un'idea in un'organizzazione capace di evolvere rapidamente verso modelli di crescita più avanzati, come quelli delle cosiddette "gazzelle", delle scale-up e degli unicorni.
Il ruolo delle startup nell'economia sostenibile
Secondo le linee guida, le startup svolgono una funzione strategica nello sviluppo economico e nell'innovazione. L'interazione tra startup e imprese mature contribuisce a rafforzare l'intero ecosistema innovativo: le startup introducono innovazioni radicali, mentre le aziende consolidate ne favoriscono l'industrializzazione e la diffusione.
Tra gli indicatori suggeriti per misurare il contributo delle startup al sistema economico figurano:
- creazione di nuovi posti di lavoro;
- generazione di valore aggiunto e fatturato;
- produzione di brevetti;
- capacità di innovazione del territorio.
Il documento evidenzia inoltre come il successo delle startup dipenda fortemente dalla disponibilità di capitale umano qualificato, dall'accesso ai finanziamenti e dalla presenza di ecosistemi favorevoli all'imprenditorialità.
Le principali vulnerabilità che minacciano la sopravvivenza delle startup
Uno dei contributi più interessanti delle linee guida riguarda l'analisi delle cause di vulnerabilità delle imprese giovani.
Tra i principali fattori di rischio vengono individuati:
- carenza di reputazione aziendale;
- insufficienza dei sistemi informativi e contabili;
- carenze manageriali;
- difficoltà nel reperimento di competenze qualificate;
- sottocapitalizzazione;
- elevato indebitamento;
- costi operativi superiori rispetto ai concorrenti più strutturati.
A questi si aggiungono errori frequentemente commessi nella fase di progettazione, tra cui:
- sovrastima della domanda di mercato;
- errato dimensionamento della capacità produttiva;
- composizione inadeguata del team;
- scelta non corretta delle fonti di finanziamento;
- eccessiva attenzione alle caratteristiche tecniche del prodotto rispetto alle reali esigenze dei clienti.
La reputazione come asset strategico di sostenibilità delle startup
Le linee guida attribuiscono un ruolo centrale alla reputazione, considerata una delle condizioni essenziali per la sopravvivenza delle startup. L'assenza di una storia aziendale e di bilanci consolidati rende infatti più difficile ottenere fiducia da investitori, fornitori, clienti e altri stakeholder. La costruzione della reputazione diventa quindi un elemento determinante per accedere alle risorse necessarie alla crescita.
Secondo il documento, una reputazione sostenibile solida contribuisce a:
- ottenere legittimazione sociale;
- ridurre i costi di transazione;
- migliorare l'accesso ai finanziamenti;
- rafforzare le relazioni commerciali;
- favorire il coinvolgimento dei collaboratori;
- consolidare il vantaggio competitivo.
Le buone pratiche per costruire startup sostenibili
Le linee guida individuano diverse leve operative che possono accelerare la crescita e rafforzare la sostenibilità delle startup.
Tra le principali buone pratiche figurano:
1. Elaborare un business plan credibile
Il business plan viene definito come lo strumento fondamentale per trasformare un'idea in un progetto imprenditoriale sostenibile. Non serve soltanto per attrarre investitori, ma soprattutto per verificare la fattibilità tecnica, economica, finanziaria, ambientale e sociale dell'iniziativa.
2. Valutare sistematicamente i rischi
Le startup dovrebbero monitorare in modo strutturato rischi di mercato, operativi, finanziari, normativi e tecnologici. Una pianificazione accurata e un sistema di reporting costante rappresentano strumenti essenziali per prevenire errori e favorire uno sviluppo equilibrato.
3. Partecipare a incubatori e acceleratori
I programmi di incubazione e accelerazione sono indicati come strumenti capaci di aumentare la credibilità dell'impresa e accelerarne il percorso di sviluppo.
4. Creare partnership strategiche
Le relazioni con partner qualificati possono trasferire reputazione e competenze, riducendo alcune delle criticità tipiche delle startup nelle fasi iniziali.
5. Localizzarsi in ecosistemi favorevoli
Le linee guida suggeriscono di valutare attentamente il contesto territoriale, privilegiando aree caratterizzate da incubatori, investitori, centri di ricerca, programmi di mentoring e competenze specialistiche.
ESG e sostenibilità nelle startup: un criterio da integrare fin dall'avvio
Un elemento particolarmente rilevante per le imprese che guardano al futuro riguarda l'integrazione degli aspetti ESG all'interno della pianificazione aziendale.
Tra gli indicatori suggeriti figurano:
- analisi degli impatti ambientali del progetto;
- verifica della sostenibilità sociale dell'iniziativa;
- predisposizione di strumenti di monitoraggio delle performance non finanziarie;
- valutazione della competitività e della sostenibilità economico-finanziaria nel lungo periodo.
La sostenibilità delle startup, secondo l'approccio proposto da CNDCEC e SIDREA, non è dunque un'attività accessoria, ma una componente strutturale della strategia aziendale.