Nature Credits, un nuovo strumento per finanziare la tutela e lo sviluppo della biodiversità

Con tre quarti delle imprese dell'area dell'euro che dipendono dalla natura, i Nature Credits rappresentano uno strumento innovativo che cambia il modo in cui valutiamo la natura quale risorsa che attrae investitori

Di Simona Politini

Normative - Pubblicato il 14-07-2025

La crescente consapevolezza dell’importanza della biodiversità e degli ecosistemi ha portato l’Unione Europea a sviluppare strumenti innovativi per sostenere la tutela ambientale. Tra questi, i Nature Credits (o crediti di natura) rappresentano una delle novità più promettenti per integrare la finanza privata e pubblica nella protezione e nel ripristino della natura. Il documento “Roadmap verso i Nature Credits” della Commissione Europea delinea una strategia dettagliata per lo sviluppo di questi strumenti, con l’obiettivo di trasformare la tutela della natura in una leva di valore economico e sociale.

Perché servono i Nature Credits

La natura fornisce servizi ecosistemici fondamentali: regolazione delle acque, fertilità del suolo, impollinazione, mitigazione dei cambiamenti climatici, resilienza ai disastri naturali. Più della metà del PIL globale e due terzi del valore aggiunto dell’UE dipendono da questi servizi. Tuttavia, la difficoltà di monetizzare tali benefici porta a una cronica sotto-investimento nella conservazione e nel ripristino degli ecosistemi.

Attualmente, la maggior parte dei finanziamenti per la natura proviene dal settore pubblico, ma il gap tra risorse disponibili e necessità è enorme: a livello globale si stima un fabbisogno aggiuntivo di 700 miliardi di dollari l’anno per la biodiversità, mentre nell’UE servirebbero 65 miliardi di euro annui in più. È quindi essenziale coinvolgere la finanza privata, creando strumenti credibili e attrattivi per gli investitori.

La Presidente von der Leyen ha dichiarato: "Dobbiamo mettere la natura in bilancio. È esattamente ciò che fanno i Nature Credits. Se ben progettati, forniranno uno strumento efficiente e orientato al mercato che incoraggerà il settore privato a investire e innovare. Con investimenti e innovazione, generiamo reddito per coloro che lavorano per proteggere la natura, compresi i nostri agricoltori, i nostri proprietari terrieri, i nostri silvicoltori".

Cosa sono i Nature Credits

I Nature Credits sono unità che rappresentano un risultato positivo per la natura, derivante da azioni certificate e verificate in modo indipendente. Il processo si articola in due fasi:

  • Certificazione: un ente terzo valuta e certifica che un intervento (ad esempio il ripristino di una zona umida) rispetta criteri rigorosi di qualità e rilevanza per la biodiversità.
  • Emissione dei crediti: sulla base dei risultati ottenuti e misurati tramite indicatori riconosciuti, vengono emessi i Nature Credits, che possono essere registrati, scambiati e utilizzati da aziende, istituzioni finanziarie o enti pubblici per dimostrare il proprio contributo alla tutela della natura.

Questa struttura consente di premiare agricoltori, silvicoltori, gestori di aree naturali e comunità locali che adottano pratiche virtuose, offrendo loro nuove opportunità di reddito.

Come funzionano i Nature Credits e chi sono gli attori coinvolti

Il mercato dei Nature Credits coinvolge diversi attori:

  • Sviluppatori di progetti: agricoltori, proprietari terrieri, enti di gestione ambientale che realizzano interventi a beneficio della natura.
  • Certificatori indipendenti: organismi che valutano e certificano la qualità degli interventi.
  • Registri: sistemi che tracciano l’emissione, il trasferimento e il ritiro dei crediti.
  • Acquirenti: aziende, istituzioni finanziarie, enti pubblici e cittadini che acquistano i crediti per finalità di sostenibilità, rendicontazione o responsabilità sociale.

La separazione dei ruoli tra sviluppatori, certificatori e registri è fondamentale per garantire trasparenza, evitare conflitti di interesse e prevenire fenomeni di greenwashing e doppio conteggio.

Metodologie e standard dei crediti di natura

La credibilità dei Nature Credits dipende dall’adozione di metodologie rigorose e trasparenti per la misurazione degli impatti sulla biodiversità. Il documento evidenzia la necessità di:

  • Indicatori adattati al contesto: gli ecosistemi sono eterogenei, quindi servono metriche flessibili ma coerenti e scientificamente fondate.
  • Allineamento con standard esistenti: dove possibile, le certificazioni devono integrarsi con schemi già riconosciuti (es. agricoltura biologica) per ridurre gli oneri amministrativi.
  • Governance solida: regole chiare su proprietà, trasferibilità, verifica indipendente e responsabilità in caso di mancato raggiungimento dei risultati.

Esperienze e iniziative pilota dei Nature Credits

Sebbene il mercato dei Nature Credits sia ancora agli inizi, esistono già oltre 50 iniziative a livello globale. Nell’UE, alcuni Stati membri hanno avviato progetti pilota:

  • Francia: sistema di compensazione e rinaturazione di siti naturali.
  • Irlanda: schema volontario per il ripristino delle torbiere.
  • Finlandia: mercato volontario per il supporto alla biodiversità nazionale.

Anche fuori dall’UE, il Regno Unito ha introdotto un sistema obbligatorio di Biodiversity Net Gain per i gestori del territorio.

Nature Credits e Carbon Credits, lezioni dai mercati di carbonio

La roadmap sottolinea come l’esperienza dei mercati volontari del carbonio offra lezioni preziose: la domanda si concentra su crediti di alta qualità, con co-benefici ambientali e sociali dimostrabili. Tuttavia, problemi di integrità e rischi di greenwashing hanno frenato la crescita di questi mercati. Per i Nature Credits, è quindi essenziale puntare su standard scientifici elevati, monitoraggio indipendente e governance affidabile fin dall’inizio.

Nature Credits vs Carbon Credits: le differenze

I Carbon Credits e i Nature Credits sono due strumenti pensati per incentivare la tutela ambientale, ma si differenziano per obiettivi, modalità di misurazione e ambiti di applicazione. I Carbon Credits rappresentano la riduzione o la rimozione di una quantità specifica di emissioni di gas serra, tipicamente una tonnellata di CO₂ equivalente. Sono legati a progetti come la riforestazione, la conservazione di foreste o l’adozione di tecnologie pulite, e vengono utilizzati principalmente per compensare le emissioni di aziende e governi o per rispettare obblighi climatici. La loro misurazione si basa su metriche standardizzate e la certificazione segue protocolli internazionali consolidati.

I Nature Credits, invece, hanno una visione più ampia: rappresentano benefici concreti per la natura, come il ripristino della biodiversità, la tutela degli habitat naturali e il miglioramento dei servizi ecosistemici. Non si limitano quindi al carbonio, ma includono azioni certificate e verificate che apportano valore agli ecosistemi e alla varietà biologica. Le metriche utilizzate sono più diversificate, spesso adattate al contesto specifico e basate su indicatori di biodiversità o qualità degli habitat. La certificazione richiede metodologie scientifiche rigorose e personalizzate.

Mentre il mercato dei Carbon Credits è già maturo e regolamentato, quello dei Nature Credits è ancora in fase di sviluppo, con numerose iniziative pilota e una forte attenzione alla trasparenza e all’integrità per evitare rischi di greenwashing. 

La roadmap europea dei Nature Credits: azioni e prospettive

I Nature Credits rappresentano dunque una svolta potenziale per la finanza della natura, integrando pubblico e privato in un sistema trasparente, scientificamente fondato e orientato ai risultati. La roadmap europea pone le basi per uno sviluppo graduale ma ambizioso di questi strumenti, con l’obiettivo di trasformare la tutela della biodiversità in una componente centrale della competitività e della resilienza economica dell’Unione.

La Commissione Europea ha delineato una serie di azioni chiave per il periodo 2025-2027:

  • Creazione di un gruppo di esperti: coinvolgimento di stakeholder pubblici e privati, comunità scientifica, PMI, rappresentanti di agricoltori e foreste, comunità locali e popoli indigeni.
  • Sviluppo di metodologie e governance: definizione di criteri semplici, trasparenti e applicabili, con particolare attenzione alle esigenze dei piccoli operatori.
  • Valutazione della domanda e dell’offerta: analisi delle dinamiche di mercato e delle capacità degli attori di generare e acquistare crediti.
  • Finanziamenti pubblici di avvio: utilizzo di fondi UE per sostenere progetti pilota, ridurre i rischi iniziali e stimolare la partecipazione privata.
  • Monitoraggio e revisione: valutazione periodica dei progressi e adattamento delle strategie in base ai risultati e alle esperienze maturate.

Come i Nature Credits possono supportare le aziende nella transizione sostenibile

I Nature Credits aiutano le imprese a spostarsi da una logica di mitigazione del danno a una logica di creazione di valore rigenerativo, alimentando innovazione, finanza d’impatto e competitività a lungo termine. Essi rappresentano uno strumento operativo per tradurre l’impegno verso la biodiversità in azioni verificabili, offrendo alle imprese un mezzo concreto per integrare la dimensione naturale nei propri bilanci di sostenibili.

A seguire quattro motivazioni chiave che spiegano in sintesi perchè i Nature Credits sono importanti per le aziende:

  1. Dimostrare impatti positivi misurabili. Attraverso i crediti, le aziende possono documentare in modo trasparente interventi di ripristino, tutela degli habitat o aumento della resilienza ecosistemica, rispondendo a requisiti di rendicontazione sempre più stringenti.
  2. Diversificare la strategia climatica. I Nature Credits non sostituiscono i Carbon Credits ma li completano: mentre i crediti di carbonio agiscono sulle emissioni, i Nature Credits affrontano la perdita di biodiversità, promuovendo co-benefici per comunità locali, suoli, acque, habitat.
  3. Rafforzare la responsabilità sociale. Il sostegno a progetti certificati genera reddito per agricoltori, silvicoltori e comunità rurali, creando un impatto socioeconomico positivo e contribuendo agli SDGs dell'Agenda 2030 ONU.
  4. Mitigare rischi operativi e reputazionali. Le aziende dipendono dai servizi ecosistemici (acqua, fertilità del suolo, impollinazione). Investire nella natura significa ridurre rischi legati a shock climatici, scarsità di risorse e perdita di valore per gli stakeholder.

Sfide e opportunità dei Nature Credits

Tra le principali sfide individuate nel sistema dei crediti di natura:

  • Costi iniziali e incertezza sui ritorni: gli investimenti in natura richiedono spesso tempi lunghi per manifestare benefici misurabili.
  • Difficoltà di misurazione: la biodiversità è complessa e site-specific, servono strumenti di monitoraggio avanzati e accessibili.
  • Accessibilità per i piccoli operatori: è fondamentale evitare che solo grandi aziende possano accedere al mercato dei crediti.

D’altro canto, i Nature Credits offrono opportunità significative:

  • Nuovi flussi di reddito per chi tutela la natura.
  • Coinvolgimento della finanza privata in modo trasparente e verificabile.
  • Allineamento con gli obiettivi europei e internazionali di biodiversità.

Il successo dei Nature Credits dipenderà dalla capacità di costruire fiducia, garantire integrità e coinvolgere tutti gli attori, dai piccoli agricoltori alle grandi imprese, dalle comunità locali agli investitori internazionali. Solo così sarà possibile colmare il gap di finanziamento per la natura e invertire la tendenza alla perdita di biodiversità, assicurando benessere e prosperità alle generazioni future.


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