Molte imprese hanno già intrapreso percorsi virtuosi per ridurre l’uso di risorse e limitare l’impatto ambientale delle proprie attività dirette. Tuttavia, concentrarsi esclusivamente sul perimetro aziendale è una visione parziale. Come evidenziato da McKinsey, circa due terzi dell’impatto ambientale, sociale e di governance di un’azienda si origina nella catena di fornitura. Integrare i criteri ESG nei processi di acquisto attraverso un approvvigionamento sostenibile diventa quindi essenziale per ampliare l’efficacia delle politiche di sostenibilità e incidere positivamente lungo tutta la filiera.
Cos’è l’approvvigionamento sostenibile
L’approvvigionamento sostenibile, o sustainable procurement, è dunque un modello di gestione degli acquisti che tiene conto non solo dei criteri economici, ma anche di quelli ambientali e sociali nei processi decisionali legati alla scelta di fornitori, materie prime e servizi, con lo scopo di ridurre gli impatti negativi sull’ambiente e sulla società lungo l’intera catena di fornitura.
Alla base dell'approvvigionamento sostenibile vi è il concetto di Triple Bottom Line (TBL) un framework che invita le aziende a misurare e migliorare la propria performance in tre ambiti fondamentali: persone, pianeta e profitto. In quest’ottica, gli acquisti diventano una leva strategica per generare valore condiviso e contribuire attivamente alla transizione verso un’economia rigenerativa.
I pilastri dell’approvvigionamento sostenibile
Responsabilità ambientale. L'obiettivo principale dell'approvvigionamento sostenibile è ridurre l'impatto ambientale. Questo può essere fatto mediante il ricorso a materiali rinnovabili, la riduzione dell'uso di risorse non rinnovabili e l'adozione di pratiche che minimizzano l'inquinamento e le emissioni di gas serra. Le aziende sono quindi incoraggiate a scegliere fornitori che utilizzano metodi di produzione ecologici, che riducono gli sprechi e che promuovono la gestione efficiente delle risorse naturali.
Equità sociale (o approvvigionamento etico). Le pratiche di approvvigionamento sostenibile tengono conto anche degli aspetti sociali, garantendo che le condizioni di lavoro lungo la catena di approvvigionamento siano etiche e sicure. Le imprese sono infatti chiamate a proteggere i diritti dei lavoratori e delle condizioni di lavoro, promuovere la parità di genere e l’inclusività e sostenere le comunità locali. Nello specifico si tratta di garantire che i prodotti e i servizi acquistati non siano il frutto di lavoro minorile, sfruttamento, discriminazione o condizioni lavorative non sicure. Questo principio è particolarmente importante per le aziende che operano a livello globale, dove le condizioni di lavoro variano ampiamente tra le diverse nazioni.
Sostenibilità economica. Infine un approvvigionamento sostenibile deve anche essere economicamente vantaggioso per tutte le parti coinvolte. Sebbene le scelte sostenibili possano comportare costi iniziali più alti, a lungo termine tendono a ridurre i rischi e a migliorare l'efficienza complessiva delle operazioni aziendali.
Come implementare un approvvigionamento sostenibile
Scegliere di mettere in pratica un sistema di approvvigionamento sostenibile richiede un cambiamento culturale e organizzativo: non si tratta solo di scrivere una policy aziendale, ma di sviluppare processi concreti e misurabili.
A livello operativo, l’approvvigionamento sostenibile si traduce quindi in molteplici pratiche: l’inclusione dei criteri ESG negli acquisti, la promozione di appalti verdi, la strutturazione di supply chain circolari, l’adozione di strumenti di tracciabilità della filiera, la conduzione di valutazioni ESG sui fornitori e il rispetto di standard internazionali per la sostenibilità degli acquisti, come la ISO 20400.
Nello specifico il primo passo per realizzare un procurement sostenibile efficace è definire una politica di approvvigionamento responsabile. Occorre quindi redigere una politica di procurement sostenibile che non sia solo simbolica, ma integrata con gli obiettivi ESG aziendali, con indicatori misurabili e azioni vincolanti. Le politiche devono definire criteri di selezione per i fornitori, soglie minime di performance ESG, e piani di miglioramento progressivi.
Ogni azienda poi dovrebbe monitorare e valutare costantemente l'impatto delle proprie decisioni di approvvigionamento. Questo può essere fatto attraverso audit, rapporti di sostenibilità e strumenti di tracciabilità che forniscono una panoramica completa della performance delle aziende lungo la catena di approvvigionamento. In questo caso le piattaforme digitali sono dei validi alleati per garantire una approvvigionamento efficiente evitando così possibili produzioni in eccesso e spreco di materie prime. Anche l'automazione durante la fase di stoccaggio aiuta a ridurre le emissioni e abbassare l'impatto di carbonio.
Non bisogna sottovalutare il ruolo della formazione che, specie in ambiti come quelli ESG, diventa una valida alleata per sensibilizzare dipendenti, buyer, manager e partner commerciali sull'importanza della sostenibilità, costruendo così una cultura condivisa e consapevole. Senza un adeguato investimento in formazione, anche la miglior policy resta inapplicata.
Infine bisogna sempre fare riferimento alle normative e agli standard come la già citata ISO 20400 (procurement sostenibile) o la SA8000 (lavoro etico) che forniscono framework affidabili per strutturare processi di approvvigionamento allineati alle migliori pratiche globali.
Approvvigionamento sostenibile: sfide e vantaggi per le aziende
Molte imprese stanno adottando l’approvvigionamento sostenibile non solo per rispondere alle crescenti pressioni normative e alle aspettative degli stakeholder, ma anche perché consapevoli del suo valore strategico.
In primo luogo, una catena di fornitura sostenibile è più resiliente. Le crisi recenti, dalla pandemia al conflitto in Ucraina, fino agli shock climatici, hanno più volte dimostrato come una filiera troppo lunga, opaca o non diversificata sia vulnerabile a interruzioni improvvise. Avere fornitori locali, tracciabili e allineati a pratiche sostenibili permette dunque di ridurre il rischio operativo e di garantire continuità di servizio anche in scenari complessi.
In secondo luogo, l’approvvigionamento sostenibile migliora la performance finanziaria nel lungo termine. Le aziende che monitorano l’impatto ambientale e sociale delle loro forniture tendono a ridurre i costi legati a inefficienze, sprechi, multe o contenziosi, e allo stesso tempo rafforzano la fiducia da parte di clienti, investitori e partner istituzionali.
È anche un elemento fondamentale per attrarre investimenti ESG e accedere a condizioni di finanziamento agevolate.
Nonostante i numerosi benefici, l'approvvigionamento sostenibile presenta anche delle sfide. La complessità delle catene di approvvigionamento globali, la mancanza di trasparenza in alcune industrie e i costi iniziali più elevati sono tra i principali ostacoli.