Investimenti sostenibili: cresce l’interesse sul mercato, ma il greenwashing continua a frenare gli investitori

Il nuovo report Sustainable Signals del Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing evidenzia una crescita dell’interesse globale verso gli investimenti sostenibili, ma gli allocamenti reali mostrano una lieve flessione

Di Redazione

Finanza Sostenibile - Pubblicato il 26-05-2026

L’interesse verso gli investimenti sostenibili continua a rafforzarsi a livello globale, ma la traduzione di questo interesse in decisioni concrete di portafoglio appare meno lineare. È quanto emerge dal report Sustainable Signals: Individual Investors 2026, pubblicato dal Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing, che ha coinvolto 2.250 investitori individuali tra Nord America, Europa e Asia-Pacifico, ai quali si aggiunge per la prima volta un campione di 500 investitori dell’area MENA.

Lo studio mostra un apparente paradosso: cresce la sensibilità verso gli investimenti con impatti ambientali e sociali positivi, ma le quote effettivamente allocate nei portafogli registrano una lieve contrazione. La ricerca suggerisce che tra convinzioni dichiarate e comportamenti finanziari reali esiste ancora una distanza significativa.

Il 92% degli investitori guarda agli investimenti sostenibili

Secondo il report, il 92% degli investitori intervistati si dichiara "molto" o "abbastanza" interessato agli investimenti sostenibili, in aumento di quattro punti percentuali rispetto al 2025. Gli investitori europei mostrano la crescita più marcata, con un incremento particolarmente evidente nella fascia dei soggetti che si dichiarano "molto interessati".

L'interesse risulta particolarmente elevato tra le generazioni più giovani. Gen Z e Millennials mantengono livelli superiori rispetto alle fasce più mature della popolazione, confermando una tendenza osservata già negli anni precedenti.

L’analisi conferma quindi che le nuove generazioni sembrano attribuire crescente importanza all’integrazione di obiettivi ambientali e sociali nelle scelte finanziarie.

Le allocazioni nei portafogli per gli investimenti sostenibili scendono dal 33% al 31%

Nonostante il forte interesse dichiarato, la quota media dei portafogli investita in strumenti sostenibili si riduce leggermente. Tre quarti degli investitori dichiarano di avere una certa esposizione agli investimenti sostenibili, ma la quota media passa dal 33% del 2025 al 31% del 2026.

Il dato suggerisce una discrepanza tra intenzioni e comportamento effettivo. Morgan Stanley sottolinea come molti investitori possano esprimere valori e orientamenti favorevoli alla sostenibilità senza tradurli immediatamente in un aumento dell’esposizione nei propri portafogli. Le incertezze sui rendimenti e la difficoltà nel valutare prodotti realmente sostenibili sembrano incidere su questa dinamica.

I rendimenti finanziari restano il principale motore delle scelte di green finance

Dallo studio emerge come l’interesse per gli investimenti sostenibili non è guidato esclusivamente da valori etici o ambientali. I rendimenti finanziari sono fondamentali per l’interesse per gli investimenti sostenibili per oltre l’80% degli intervistati: il 45% considera prioritario il connubio tra risultati economici e benefici sociali o ambientali, mentre il 40% ritiene che gli investimenti sostenibili possano offrire rendimenti più elevati.

Anche le scelte future sembrano seguire la stessa logica. Il 64% degli investitori prevede di aumentare l’esposizione agli investimenti sostenibili nei prossimi dodici mesi; il 28% intende mantenere l’attuale livello, mentre solo il 5% prevede una riduzione. Tra chi punta a incrementare gli investimenti, la motivazione principale è la fiducia nella capacità di ottenere rendimenti comparabili o superiori.

Sostenibilità ampia, salute e inclusione guidano le priorità

Lo studio evidenzia inoltre un ampliamento delle tematiche considerate rilevanti dagli investitori.

Il 25% individua come priorità una sostenibilità a spettro ampio, che combina obiettivi ambientali e sociali. Seguono inclusione finanziaria, salute e benessere, azione climatica ed economia circolare.

Il quadro restituisce una visione della sostenibilità sempre meno concentrata esclusivamente sulla dimensione climatica e più orientata a un approccio sistemico che comprende salute pubblica, inclusione sociale, tutela della biodiversità e accesso alle opportunità economiche.

Greenwashing, la principale barriera alla crescita della finanza sostenibile

Nonostante il forte interesse verso gli investimenti sostenibili, permane una criticità significativa: il timore del greenwashing.

Il 32% degli investitori considera molto rilevante il rischio di informazioni fuorvianti o poco trasparenti sulle reali caratteristiche di sostenibilità dei prodotti finanziari. Per il 27% rappresenta addirittura la principale barriera agli investimenti.

Anche la trasparenza dei dati e la qualità delle informazioni disponibili continuano a rappresentare elementi critici.

Tuttavia, l'offerta di strumenti sostenibili resta un fattore competitivo importante: il 79% degli intervistati dichiara che la presenza di opzioni di investimento sostenibile influenzerebbe la scelta di un consulente finanziario o di una piattaforma di investimento.

Mercati privati e innovazione attraggono gli investitori

Un altro elemento interessante riguarda i mercati privati. Il 40% degli investitori possiede già asset in private market, mentre un ulteriore 34% vorrebbe inserirli in futuro nel proprio portafoglio. Chi possiede un’esposizione superiore al 30% negli investimenti sostenibili investe più frequentemente in private equity, private credit e asset reali, raggiungendo il 55%. Per molti investitori questi strumenti rappresentano un’opportunità per finanziare innovazione, nuovi modelli di business e tecnologie emergenti.

Verso una nuova maturità del mercato

I risultati del report delineano un mercato degli investimenti sostenibili in una fase di evoluzione più matura. L’entusiasmo iniziale sembra lasciare spazio a valutazioni più pragmatiche, nelle quali performance, qualità dei dati e credibilità dell’offerta assumono un ruolo decisivo. L’interesse continua a crescere, ma gli investitori richiedono maggiore trasparenza, standard più chiari e strumenti capaci di dimostrare con evidenze concrete il proprio impatto ambientale e sociale.


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