Buone pratiche per promuovere la sostenibilità aziendale, 5 consigli dagli esperti

Visione di lungo periodo, integrazione della sostenibilità nei processi, e non solo. Ecco alcuni consigli per cavalcare al meglio la transizione ecologica

Di Arianna De Felice

Buone Pratiche - Pubblicato il 22-08-2025

Dopo due decenni di progressi significativi, la sostenibilità aziendale è a un bivio. La crescente polarizzazione sociale, le tensioni geopolitiche e la reazione populista stanno infatti modificando lo scenario in cui le aziende sono chiamate a operare.

Eppure, alcune forze strutturali lasciano intravedere possibilità concrete di rinnovamento e rilancio. La prima è rappresentata dalla crescita delle energie rinnovabili, trainata in larga parte dalla Cina, che da sola ha contribuito al 40% dell’espansione globale tra il 2019 e il 2024. Gli investimenti sistematici nelle reti elettriche, superiori ai 300 miliardi di dollari l’anno, hanno contribuito ad abbassare i costi marginali e creato una nuova realtà competitiva difficile da invertire. 

In parallelo, la pressione ambientale continuerà ad aumentare. Il numero di disastri climatici è quintuplicato negli ultimi cinquant’anni, con sei dei nove limiti planetari che sono stati già superati e le conseguenze fisiche di questa instabilità sono sempre più visibili.

A ciò si aggiunge la trasformazione dei modelli di business. Le imprese che hanno saputo investire nella sostenibilità come leva operativa e strategica stanno generando un significativo vantaggio competitivo. In sostanza, la sostenibilità non è più un vincolo normativo, ma una possibile fonte autonoma di profitti, innovazione e resilienza.

Le aziende si trovano quindi in una fase di transizione confusa, ma non priva di direzione. In questo periodo intermedio, caratterizzato da ambiguità normative, fratture politiche e incertezza regolatoria, né l’idealismo rigido né l’abbandono totale dell’ESG rappresentano una strategia praticabile. Serve piuttosto una visione strategica capace di coniugare lungimiranza, realismo e azione graduale. A dare alcuni importanti consigli alle aziende su come spingere la sostenibilità aziendale è un trio di esperti composto da Georg Kell, direttore esecutivo fondatore del Global Compact delle Nazioni Unite, Martin Reeves, presidente del del BCG Henderson Institute e Martin Reeves, presidente del Boston Consulting Group, in un articolo pubblicato sull'Harvard Business Review.

Sostenibilità aziendale, 5 consigli dagli esperti

Innanzitutto, è fondamentale mantenere una visione di lungo periodo. Le richieste di sostenibilità da parte di cittadini, clienti e stakeholder non stanno scomparendo ma, al contrario, cresceranno man mano che i danni ambientali diventeranno sempre più evidenti e che nuove ondate normative emergeranno. Prepararsi a questo scenario futuro, anziché rincorrerlo quando sarà inevitabile, permette di anticipare i rischi, costruire fiducia e rafforzare il posizionamento dell’impresa.

Le aziende possono trarre forza dai propri valori fondanti. Principi ampiamente condivisi, come la responsabilità verso le generazioni future o la tutela dell’ambiente, offrono una base solida su cui costruire strategie capaci di resistere a cambi di rotta e incertezze normative. Agire in coerenza con questi valori permette di mantenere una direzione chiara anche quando lo scenario esterno si fa instabile o contraddittorio.

La terza buona pratica da seguire è la localizzazione intelligente. La localizzazione, spesso vista come limite, può invece rappresentare un’opportunità. Un approccio policentrico, ovvero basato su iniziative locali e nazionali, piuttosto che su modelli globali unificati, consente maggiore adattabilità, rafforza la fiducia nei territori e promuove soluzioni più radicate nelle comunità in cui l’impresa opera.

Allo stesso tempo, è fondamentale integrare la sostenibilità nei processi di innovazione, tecnologia e design dei modelli di business. Benefici immediati come l’efficienza energetica, la riduzione degli sprechi o l’uso di materiali riciclati sono più facilmente difendibili nel breve termine e meno soggetti a oscillazioni politiche. 

Infine, serve una leadership capace di gestire le contraddizioni. Accettare che ci saranno inversioni, rallentamenti e pressioni contrastanti è parte del gioco. L’importante è mantenere una bussola strategica chiara, premiare il pragmatismo anziché l’attivismo performativo e cogliere l’opportunità di avanzare mentre altri rallentano. La sostenibilità è, infatti, una questione di visione, coerenza e capacità di agire in modo proattivo anche in assenza di certezze.


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