Certificazioni ESG: cosa sono, perché contano e quali sono le più rilevanti

Una guida completa su come validare la sostenibilità aziendale attraverso standard ambientali, sociali e di governance

Di Arianna De Felice

Dizionario della Sostenibilità - Pubblicato il 20-08-2025

Le certificazioni ESG rappresentano attestazioni nazionali e internazionali rilasciate da enti indipendenti che valutano e certificano il comportamento ambientale, sociale e di governance di un'azienda. Questo processo di validazione aiuta le imprese a comunicare la propria responsabilità in modo trasparente verso investitori, consumatori e stakeholder. Allo stesso tempo, consente a questi ultimi di confrontare e valutare le performance sostenibili in modo oggettivo e standardizzato.

Dalle questioni ambientali al rispetto dei diritti umani, dalla trasparenza alla governance etica, le certificazioni ESG offrono dunque un linguaggio comune per valutare e migliorare la sostenibilità d’impresa. Ma cosa sono esattamente queste certificazioni? Quali criteri valutano? E soprattutto, quali sono le più rilevanti?

Perché le certificazioni ESG sono importanti per le imprese

Avviare un processo di certificazione richiede tempo e costi sia nella fase iniziale sia durante tutto il tempo successivo con misurazioni puntuali e aggiornate. Ma avere questi riconoscimenti offre diversi vantaggi per le aziende.

In primo luogo, rappresentano una leva di competitività sul mercato, soprattutto in settori ad alta sensibilità ambientale o sociale: i consumatori e gli investitori infatti oggi premiano le aziende trasparenti, responsabili e impegnate in un percorso di miglioramento continuo.

Inoltre, molte istituzioni finanziarie utilizzano criteri ESG per valutare i rischi e le opportunità degli investimenti. Avere una o più certificazioni ESG può dunque facilitare l’accesso al credito e attrarre capitali, in particolare da fondi che operano secondo logiche di investimento sostenibile.

Le certificazioni aiutano anche a migliorare la gestione interna dei processi, a ridurre i costi (soprattutto quelli legati all’energia o ai rifiuti), a prevenire contenziosi legali e a creare un clima aziendale più positivo. Inoltre sono sempre più spesso un requisito nei bandi pubblici e nelle gare d’appalto.

Infine le certificazioni ESG rappresentano una forma di preparazione concreta all’adempimento delle nuove richieste legislative.

Le certificazioni ambientali

La componente ambientale dell’ESG riguarda le azioni messe in campo da un’azienda per ridurre il proprio impatto sull’ecosistema. Questo include aspetti come la gestione dell’energia, delle emissioni di gas serra, l’utilizzo delle risorse idriche, la gestione dei rifiuti, la tutela della biodiversità e la lotta al cambiamento climatico.

Tra le certificazioni più importanti a sfondo ambientale troviamo innanzitutto la ISO 14001, uno standard internazionale sviluppato dall’Organizzazione Internazionale per la Normazione (ISO) che definisce i requisiti del sistema di gestione ambientale. In pratica, implementare la ISO 14001 significa dotarsi di un framework per identificare e controllare gli impatti ambientali significativi, rispettare le leggi vigenti, migliorare continuamente le proprie prestazioni ambientali e stabilire obiettivi e traguardi. L'obiettivo principale della ISO 14001 è fornire alle aziende un modello per: identificare e controllare gli impatti ambientali significativi; migliorare continuamente le prestazioni ambientali; garantire la conformità legale; promuovere la sostenibilità.

Di pari passo va anche la ISO 50001 che racchiude le linee guida internazionali per un sistema di gestione efficace dell'energia. L'adozione di questo standard permette alle aziende di sviluppare una politica energetica, stabilire obiettivi di miglioramento, identificare opportunità di riduzione del consumo e monitorare i progressi, portando a una maggiore sostenibilità, a una riduzione dei costi operativi e a una diminuzione delle emissioni di gas serra correlate all'energia.

Un'altra certificazione di rilievo è l’EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), uno schema volontario promosso dall’Unione Europea che prevede, oltre al rispetto degli standard ambientali, una comunicazione trasparente dei risultati ottenuti. Le organizzazioni iscritte al registro EMAS devono dunque redigere una dichiarazione ambientale verificata, che le rende particolarmente affidabili agli occhi del pubblico e degli investitori.

La Certificazione Carbon Trust Standard, introdotta dal Carbon Trust nel giugno 2008, attesta che le organizzazioni hanno misurato, gestito e ridotto le proprie emissioni di carbonio derivanti dalle loro attività. Basata su sistemi internazionali di contabilizzazione dell'impronta di carbonio come il Greenhouse Gas Protocol e la ISO 14064, questa certificazione è un riconoscimento globale per le imprese che dimostrano un impegno concreto nella riduzione delle emissioni e nel miglioramento continuo delle proprie performance in termini di sostenibilità ambientale.

Infine vanno citate le certificazioni LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) e Forest Stewardship Council (FSC). La prima è una certificazione internazionale sviluppata per la progettazione e costruzione di edifici sostenibili, con particolare attenzione a efficienza energetica, uso dell’acqua, riduzione delle emissioni di CO₂ e qualità degli ambienti interni. La certificazione FSC, invece, si applica ai prodotti derivati dal legno e garantisce che la loro provenienza sia da foreste gestite in modo responsabile, sia dal punto di vista ambientale che sociale.

Le certificazioni per la sostenibilità sociale

La dimensione sociale delle certificazioni ESG copre aspetti legati al rispetto dei diritti umani, alle condizioni di lavoro, all’inclusività, alla salute e sicurezza dei dipendenti, all’equità salariale, al coinvolgimento delle comunità locali e alla gestione etica della catena di fornitura.

Una delle certificazioni più note in questo ambito è la SA8000 (Social Accountability 8000), che si basa sui principi delle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e delle norme delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. Le imprese certificate SA8000 si impegnano a garantire standard elevati in aree quali il lavoro minorile e forzato, la salute e sicurezza sul lavoro, la libertà di associazione, la discriminazione, le pratiche disciplinari, l'orario di lavoro, la retribuzione e i sistemi di gestione.

La ISO 45001 è, invece, una norma internazionale sviluppata dall’Organizzazione Internazionale per la Normazione, che stabilisce i requisiti per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Pubblicata nel 2018, nasce con l’obiettivo principale di aiutare le organizzazioni a creare ambienti di lavoro sicuri e sani, prevenendo infortuni, malattie professionali e incidenti, migliorando al contempo il benessere dei lavoratori. Applicabile a tutte le organizzazioni, indipendentemente da dimensione, settore o localizzazione geografica, la ISO 45001 si basa su un approccio strutturato di identificazione e gestione dei rischi, con il coinvolgimento attivo di lavoratori e leadership. 

Altrettanto rilevante è la certificazione B Corp, che valuta l’impatto complessivo di un’azienda su tutti gli stakeholder, e non solo sui profitti. Per ottenere il marchio B Corp, un’impresa deve dimostrare di operare secondo alti standard di performance sociale e ambientale, trasparenza e responsabilità legale. Il processo di certificazione prevede una valutazione completa che tocca temi come il trattamento dei dipendenti, la diversità e inclusione, le pratiche di approvvigionamento e l’impatto sulla comunità.

Per quanto riguarda il gender gap, c’è la certificazione per la parità di genere è un riconoscimento che attesta l’impegno concreto di un’organizzazione nel promuovere l’uguaglianza tra donne e uomini all’interno dell’ambiente lavorativo. Introdotta in Italia con la legge n. 162/2021, si basa su sei aree di valutazione fondamentali: opportunità di crescita in azienda, parità salariale, equilibrio tra vita privata e lavorativa, politiche di gestione delle differenze di genere, tutela della genitorialità e prevenzione delle molestie. Il possesso della certificazione non solo rappresenta un impegno etico e sociale da parte dell’impresa, ma offre anche vantaggi pratici: accesso a sgravi contributivi, premialità nei bandi pubblici e miglioramento della reputazione aziendale. Inoltre, contribuisce a creare ambienti di lavoro più inclusivi, favorendo il benessere e la produttività dei dipendenti. Al rilascio della certificazione provvedono gli organismi di certificazione accreditati da Accredia (Ente Italiano di Accreditamento) che operano sulla base della prassi UNI/PdR 125:2022.

Infine non si può non citare le certificazioni Fair Trade per i prodotti sono stati realizzati rispettando criteri etici nei confronti dei lavoratori. Il marchio, nello specifico, garantisce che produttori, spesso piccoli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo, ricevano un prezzo equo, in grado di coprire i costi di produzione e reinvestire nella comunità.

Le certificazioni di governance

La terza dimensione dell’ESG, la governance, riguarda il modo in cui un’azienda è gestita e controllata. Questo include la struttura del consiglio di amministrazione, l’etica aziendale, la gestione del rischio, la conformità normativa, la trasparenza nelle comunicazioni e l’equità nelle decisioni strategiche.

Uno degli standard più riconosciuti in questo ambito è l’ISO 37001, una certificazione internazionale che attesta l’adozione di un sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, sia attiva che passiva. Questo standard fornisce linee guida e requisiti per identificare, valutare e mitigare i rischi legati a pratiche corruttive all’interno di un’organizzazione, sia nel settore pubblico che privato. Le misure previste includono politiche di controllo interno, procedure di due diligence, formazione del personale, canali di segnalazione e meccanismi di monitoraggio continuo.

Altro riferimento importante è la norma ISO 37301, uno standard internazionale che definisce i requisiti per l’implementazione, lo sviluppo, la valutazione e il miglioramento continuo di un sistema di gestione della conformità normativa (compliance). Essa fornisce un quadro strutturato per aiutare le organizzazioni a garantire il rispetto delle leggi, dei regolamenti applicabili, degli standard volontari e dei codici di condotta interni. Questo standard è applicabile a qualsiasi tipo di organizzazione, indipendentemente da dimensione, natura o settore di attività.

La ISO/IEC 27001, pur essendo incentrata sulla sicurezza informatica, è fondamentale per la governance aziendale, poiché impone strutture di controllo, risk management e ruoli ben definiti nella protezione dei dati. Questa certificazione risulta particolarmente importante  in settori regolamentati (finanza, sanità, servizi IT), ma utile per qualsiasi azienda che tratta dati critici. 

Infine citiamo la certificazione ISO 9001 è lo standard internazionale di riferimento per i sistemi di gestione della qualità (SGQ), applicabile a qualsiasi tipo di organizzazione, indipendentemente da dimensione o settore. Questa certificazione aiuta le aziende a garantire la coerenza, l’efficienza e il miglioramento continuo dei propri processi, con l’obiettivo di aumentare la soddisfazione del cliente e la qualità complessiva dei prodotti e servizi offerti. La ISO 9001 è strettamente connessa alla buona governance perché promuove trasparenza, responsabilità e una cultura organizzativa orientata al miglioramento continuo, valori fondamentali per una gestione aziendale sostenibile e affidabile.

 


Potrebbe interessarti

Contatti

redazione@osservatoriobilancisostenibilita.it

Ricevi la nostra newsletter

Redazione

Simona Politini

Direttrice responsabile

Osservatorio Bilanci Sostenibilità è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano n. 4326/2023

Futurea S.r.l.
Piazza degli Affari 3 | 20123 - Milano (MI)
P.IVA 15942371004 | Cap. sociale € 165.629,55 i.v