Arriva il bando PNRR per sostenere efficienza e circolarità delle imprese manifatturiere

Il Fondo per il sostegno alla transizione industriale 2025 offre contributi a fondo perduto per imprese manifatturiere

Di Arianna De Felice

Bandi e Call - Pubblicato il 19-11-2025

La transizione industriale non è più un obiettivo astratto, ma una necessità che le imprese devono affrontare con interventi strutturali e misurabili. Per sostenere questo passaggio, il nuovo bando “Fondo per il sostegno alla transizione industriale 2025”, previsto dal PNRR, mette a disposizione risorse dedicate alla trasformazione dei processi produttivi. L’iniziativa punta a finanziare progetti che riducano consumi energetici, ottimizzano l’uso delle risorse e favoriscano riciclo, rigenerazione e innovazione tecnologica, offrendo contributi a fondo perduto e un quadro di agevolazioni pensato per accelerare l’evoluzione del settore manifatturiero italiano.

Il bando per la transizione industriale

Il bando “Fondo per il sostegno alla transizione industriale 2025” si propone di promuovere la modernizzazione del comparto manifatturiero nazionale, ponendo un forte accento sulla sostenibilità ambientale e sulla circolarità. Le imprese che operano nel settore manifatturiero (sezione C della classificazione ATECO 2007) possono presentare programmi di investimento che perseguano almeno una delle seguenti finalità: una maggiore efficienza energetica nell’attività d’impresa (ossia risparmio di energia attraverso misurazione o stima dei consumi prima e dopo l’intervento) o un uso efficiente delle risorse, attraverso riduzione, riuso, riciclo o recupero di materie prime e/o impiego di materie prime riciclate

È importante sottolineare che tali programmi di investimento devono migliorare in termini ambientali i processi aziendali senza aumentare la capacità produttiva (salvo incrementi tecnici non superiori al 20% rispetto alla situazione precedente).

Per quanto riguarda la dimensione e la tempistica degli investimenti, gli interventi devono prevedere spese totali ammissibili comprese tra 3 milioni e 20 milioni di euro, e devono essere realizzati entro 36 mesi dalla concessione del contributo (con possibile proroga non superiore a 12 mesi): questo significa che le imprese dovranno pianificare attentamente la tempistica e non potranno utilizzare costi sostenuti prima della domanda stessa. Il requisito è importante perché garantisce che il contributo vada a supportare nuovi investimenti e non spese già avviate. 

Le spese ammissibili coprono un insieme articolato di interventi. Rientrano innanzitutto quelle relative all’acquisto o al miglioramento del suolo aziendale e alle opere di sistemazione connesse, purché non superino il 10% dell’investimento complessivo. Sono poi ammesse le opere murarie e assimilate, entro un limite del 40% dell’investimento e solo se strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dal progetto. Il bando consente inoltre l’acquisto di impianti e attrezzature di nuova fabbricazione, insieme a programmi informatici e strumenti immateriali come brevetti, licenze, know-how e competenze tecniche non brevettate. A queste voci si aggiungono le spese destinate alla formazione del personale coinvolto, con particolare riferimento ai costi dei formatori, le ore di partecipazione dei lavoratori e le consulenze necessarie allo svolgimento delle attività formative.

L’incentivo viene concesso come contributo a fondo perduto, con un’intensità variabile in base a tre fattori: la tipologia dell’intervento, la dimensione dell’impresa e la localizzazione geografica. Per i progetti orientati all’efficienza energetica, la percentuale coperta dal contributo è del 30% delle spese ammissibili, con maggiorazioni che portano l’agevolazione al 50% per le piccole imprese, al 40% per le medie, al 45% per investimenti realizzati in Zone A e al 35% per quelli avviati in Zone C.

Per gli interventi finalizzati alla produzione e allo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili, alla produzione di idrogeno rinnovabile o alla cogenerazione ad alto rendimento da fonti rinnovabili, l’intensità del contributo sale al 45%, incrementata ulteriormente di 20 punti percentuali per le piccole imprese e di 10 punti percentuali per le medie. Infine, per i progetti che promuovono l’uso efficiente delle risorse e l’economia circolare, il bando prevede una copertura base del 40% dei costi, con maggiorazioni analoghe a quelle previste per gli interventi di efficienza energetica in base alla dimensione aziendale e alla zona territoriale.

Le domande potranno essere presentate fino alle ore 12:00 del 10 dicembre 2025. Il bando prevede una procedura valutativa a graduatoria. 

A chi si rivolge il bando

Il bando è rivolto alle imprese di qualsiasi dimensione, piccole, medie e grandi, che operano nel territorio nazionale italiano e che, alla data di presentazione della domanda, siano regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, oltre a essere operative nel settore manifatturiero (sezione C della classificazione ATECO 2007). 

È quindi fondamentale che le aziende candidate non solo appartengano al comparto manifatturiero, ma che abbiano anche le caratteristiche formali richieste (iscrizione, attività attiva) e che possano dimostrare la sussistenza dell’operatività nel settore. Il requisito della manifattura (sezione C ATECO) esclude pertanto attività non manifatturiere, come ad esempio servizi puri o commercio al dettaglio, se non integrati in capacità produttiva manifatturiera.


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