Dorata crosta croccante, profumo intenso che sa di grano e di forno a legna: il pane di Altamura accompagna da secoli le nostre tavole, simbolo di tradizione, genuinità e sapienza artigianale. Un patrimonio di gusto che oggi viaggia nel mondo, portando con sé una storia di eccellenza e, sempre più, di sostenibilità. Questo grazie anche a Oropan S.p.A.
Da oltre sessant’anni Oropan custodisce ad Altamura l’antica arte della panificazione, dove ogni profumo racconta storie di grano dorato e lievito vivo, ogni impasto è plasmato dalla pazienza di una lievitazione lenta e naturale, come da tradizione. È qui che la semola rimacinata di grano duro incontra il lievito madre, dando vita a pani e prodotti da forno che conservano intatti i sapori autentici della terra pugliese. Oggi Oropan è tra i protagonisti del mercato italiano della panificazione e dei prodotti da forno, con un assortimento che spazia dal pane ai panini, dalle focacce alle friselle, fino ai taralli e agli snack, declinati in diverse soluzioni: freschi, surgelati o confezionati in atmosfera protettiva. Con cinque linee produttive all’interno dello stabilimento di Altamura, l’azienda sforna ogni anno 17 milioni di chilogrammi di pane, raggiungendo un fatturato di 47 milioni di euro e impiegando 180 persone. Una rete capillare di distribuzione collega Oropan a 4.000 punti vendita in Italia e in 25 Paesi nel mondo, tra Europa, Asia e America. La forza di Oropan risiede nella capacità di intrecciare sapientemente la maestria artigianale con l’innovazione tecnologica, senza mai tradire le proprie radici. Una visione imprenditoriale che guarda al futuro con responsabilità, promuovendo la sostenibilità ambientale, la crescita del capitale umano e la cultura della diversità e dell’inclusione. Valori che si traducono in pratiche concrete di legalità, trasparenza e rispetto sociale, cardini di un modello di impresa etico e consapevole.
A guidare Oropan è Lucia Forte, figlia del fondatore Vito Forte, affiancata dai fratelli Francesco e Daniele. Ed è con la CEO che abbiamo voluto fermarci per parlare di sostenibilità, tanto cara all'azienda che, giorno dopo giorno, va conquistando nuovi obiettivi per portare avanti la propria attività in armonia con l'ambiente e le persone.
La sostenibilità ambientale e sociale per Oropan
Oropan è conosciuta per la valorizzazione della tradizione pugliese portando il pane di Altamura nel mondo. In che modo la sostenibilità guida le vostre scelte strategiche per coniugare tradizione e innovazione nei processi produttivi?
«In Oropan la sostenibilità è il ponte tra tradizione e innovazione. Guida ogni scelta strategica, dalla selezione di grano duro 100% pugliese certificato ISCC Plus, all’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale e packaging ecocompatibili. Innoviamo per portare il nostro pane nel mondo senza snaturarne l’identità, migliorando shelf-life e riducendo sprechi. La sostenibilità, per noi, è valorizzare le “nostre radici” con uno sguardo proiettato al futuro, rispettando persone, territorio e ambiente».
Quali sono le principali azioni eseguite per ridurre l’impatto ambientale della produzione?
«Siamo chiaramente un azienda molto energivora avendo impianti a ciclo continuo per la produzione di pane e derivati, pertanto il primo passo per ridurre gli impatti ambientali delle produzioni è stato quello di mappare l’impronta energetica aziendale e intervenire con soluzioni innovative nell’ambito dell’industria 4.0, ridisegnare tutta l’impronta idrica aziendale, allo scopo di minimizzare il consumo di acqua e implementare un sistema di gestione ambientale basato sulla ISO14000 per aumentare significativamente la quantità di rifiuti destinati a riciclo ed innescare circoli virtuosi basati sull’economia circolare».
La scelta delle materie prime è fondamentale in un’ottica di sostenibilità. Quali criteri adottate nella selezione dei fornitori e delle farine per garantire filiere responsabili? E, più in generale, quali azioni avete implementato per rendere la supply chain più sostenibile a monte e a valle?
«Abbiamo sviluppato un sistema di gestione qualità e sostenibilità aziendale certificato, in accordo a numerose norme internazionali, che abbraccia tutti i temi ESG, tutte le norme tecniche ISO ed accreditate, prevedono la cosiddetta qualifica del fornitore. In questo contesto, la sfida che Oropan ha affrontato è stata quella di effettuare un “merging” delle varie norme tecniche allo scopo di predisporre una matrice multi punteggio che tenga conta di tutti gli aspetti ESG del fornitore, tale strumento ci permette, da un lato di selezionare i migliori fornitori di materia prima, e dall’altro lato di assicurarsi che lungo tutta la catena del valore i principi ESG siano rispettati e incentivati».
Con il 67% dei vostri dipendenti che ha meno di 40 anni, quanto conta abbracciare una cultura della sostenibilità in azienda? Quali iniziative portate avanti per il benessere dei dipendenti?
«Il capitale umano rappresenta il nostro futuro, in termini anagrafici e professionali. Per questo, le iniziative della nostra società si concentrano sulla famiglia (attenzione all’educazione dei figli con sostegno alle spese scolastiche), flessibilità dell’orario di lavoro in entrata, iniziative di sostegno, con partner qualificati quali istituti di credito prestigiosissimi, per l’accensione di mutui ipotecari per l’acquisto della casa di abitazione per le giovani coppie, sostegno all’acquisto dei beni di prima necessità mediante la consegna di carte acquisto, sconti sull’acquisto di prodotti di panetteria e rosticceria, permessi aggiuntivi (oltre a quelli previsti dalla legge) in occasione delle nuove nascite».
Una governance sostenibile per Oropan
Nel mese di aprile Oropan ha ottenuto la certificazione secondo il Modello EASI, un nuovo traguardo nella governance della sostenibilità.
Qual è la visione strategica di Oropan rispetto alla governance sostenibile e come la certificazione EASI si integra nel percorso intrapreso dall’azienda?
«La visione strategica di Oropan in merito alla governance sostenibile si fonda su un impegno strutturato e coerente con i principi ESG, che si traduce in un sistema integrato e strutturato che permea l’intera organizzazione, dalla cultura aziendale alle scelte operative.
L’adozione di una governance sostenibile da parte di Oropan ha tra i suoi obiettivi quello di creare valore condiviso per tutti gli stakeholder; migliorare la reputazione e attrattività dell’impresa sul mercato globale. Contemporaneamente è ritenuta fondamentale per promuovere un ambiente di lavoro equo, sicuro e stimolante, ridurre l’impatto ambientale e rafforzare la resilienza aziendale. Per tale motivo, l’azienda ha deciso nel 2018 di rinnovare la propria governance, passando da un modello monocratico a un Consiglio di Amministrazione collegiale con sei membri (attualmente cinque), tra cui due manager esterni alla famiglia (al momento un manager esterno alla famiglia). Questo assetto ha garantito una maggiore collegialità e trasparenza nelle decisioni strategiche; l’integrazione di competenze professionali esterne e assicurato un più efficiente equilibrio tra continuità familiare e managerializzazione.
A rafforzare la solidità organizzativa, si sono aggiunti strumenti di controllo in grado di assicurare trasparenza, legalità e correttezza nello svolgimento di tutte le attività produttive secondo i più elevati standard di condotta. Ciò ha fatto sì che ci venisse riconosciuto il Rating di Legalità con il punteggio massimo di tre stelle dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), un riconoscimento che attesta una gestione imprenditoriale improntata proprio ai principi di legalità, trasparenza e responsabilità sociale.
Infatti, a partire dal 2018 Oropan ha adottato, in via volontaria, un Codice Etico, che guida comportamenti e decisioni aziendali, seguito nel 2021 dal Modello Organizzativo, di Gestione e Controllo (MOGC), fondamentale per prevenire comportamenti illeciti, disciplinare le responsabilità e promuovere una cultura aziendale etica.
Inoltre, per presidiare le principali aree della sostenibilità, sono stati istituiti diversi comitati tecnici interni, tra cui: Comitato ESG e Rischi, che supporta il CdA nella gestione delle tematiche ambientali, sociali e di governance; Comitato Parità di Genere, per promuovere equità e inclusione; Comitato SA8000, per la tutela e valorizzazione delle risorse umane; Comitato FDC (ISO 37001), per la prevenzione della corruzione; RGA Ambiente, per l’implementazione del sistema di gestione ambientale ISO 14001.
Infine, l’azienda ha introdotto un solido sistema di controllo e vigilanza, con organi indipendenti come: Organismo di Vigilanza (ODV) ex D.Lgs. 231/01; Collegio Sindacale e Società di Revisione; Data Protection Officer (DPO) per la privacy; Responsabili per salute, sicurezza e medicina del lavoro.
L’azienda ha poi adottato un articolato e rigoroso sistema di certificazioni, che testimonia il suo l’impegno per la qualità, la trasparenza e la sostenibilità in tutte le fasi della produzione e della gestione aziendale. Ad oggi, l’azienda possiede e mantiene 15 certificazioni, di cui 11 di sistema e 4 di prodotto, tutte rilasciate da enti terzi accreditati a livello internazionale. Questo portafoglio di certificazioni rappresenta molto più di una conformità normativa: è una leva strategica che Oropan utilizza per costruire fiducia nei confronti del mercato, dei partner e degli stakeholder istituzionali. Ogni certificazione diventa parte integrante del Sistema Integrato di Gestione dell’azienda, che unisce qualità, sostenibilità, sicurezza e innovazione.
La certificazione EASI si integra, così, pienamente nel percorso strategico di Oropan poiché certifica l’eccellenza dell’impresa nella sostenibilità secondo criteri ESG e risponde al bisogno crescente di strumenti che valutino e valorizzino le imprese attente al benessere organizzativo, alla parità di genere, alla sostenibilità ambientale e all’innovazione. È significativa anche perché Oropan è stata la prima impresa agroalimentare italiana ad aver ottenuto questa certificazione, evidenziando un posizionamento pionieristico nel settore».
In che modo il modello EASI ha contribuito a integrare la sostenibilità all’interno del piano industriale e della strategia aziendale di Oropan?
«Oropan ha sempre puntato su una “tradizione declinata al futuro attraverso l’innovazione sostenibile di prodotto, processo e cultura d’impresa”, ma è proprio con il modello EASI che questa visione ha trovato un framework organizzativo e operativo concreto, integrato trasversalmente in tutti i processi aziendali, mediante una chiara definizione degli obiettivi ESG all’interno del piano industriale, tramite, allineamento delle politiche aziendali con gli standard internazionali di sostenibilità. Questo ci ha consentito la misurazione e il miglioramento continuo delle performance ambientali, sociali e di governance.
Il modello EASI ha portato alla realizzazione di un sistema di gestione della sostenibilità strutturato e certificato, che ha ridefinito e formalizzato:
- le responsabilità strategiche (es. Comitato ESG e Rischi);
- i flussi decisionali coerenti con l’analisi e la gestione del rischio ESG;
- gli indicatori di performance (KPI) legati a impatti sociali, ambientali, economici e reputazionali.
Questi elementi sono ora parte integrante dei nostri piani industriali, che vengono periodicamente aggiornati sulla base di calibration meeting e con l’approccio PDCA (Plan-Do-Check-Act), migliorando la capacità decisionale e la coerenza con gli SDGs dell’ONU.
L’adozione del modello EASI ha così favorito, una trasversalità della sostenibilità, cioè la sua inclusione in ogni area funzionale: dalla produzione, alla logistica, dalla R&D al marketing, consolidando una cultura improntata alla responsabilità diffusa, alla rendicontazione trasparente e all’etica d’impresa».
Quali sfide avete incontrato nel processo di implementazione del modello e come le avete superate?
«Il sistema di gestione EASI è un sistema per aziende mature, che di fatto masticano già in maniera avanzata i temi della sostenibilità. Noi in Oropan abbiamo sviluppato il sistema di gestione in maniera autonoma, disponendo di tutte le competenze internamente, ed avendo intrapreso già da anni un sistema di sostenibilità certificata. Tuttavia, è innegabile che le difficoltà maggiori si sono incontrate in fase di redazione della matrice di valutazione sostenibile e multifattoriale dei fornitori, in quanto andare a definire la magnitudo dei singoli punteggi per area tematica e interpolarla con le varie esigenze interne e del trade è stato un lavoro estremamente complesso, tuttavia avvincente e stimolante».
Quali sono stati i principali benefici organizzativi o culturali già visibili in Oropan grazie all’adozione del modello?
«L’adozione del modello EASI ha rappresentato per Oropan un catalizzatore per l’integrazione sistemica della sostenibilità all’interno del proprio piano industriale e della strategia aziendale, andando ben oltre la logica della conformità normativa. La sua adozione ha consentito all’azienda di strutturare un sistema di governance della sostenibilità che armonizza i tre pilastri fondamentali dello sviluppo sostenibile, ambientale, sociale ed economico, con la visione d’impresa a lungo termine. Ha altresì apportato significativi benefici sia sul piano organizzativo che culturale. A livello organizzativo, ha favorito una maggiore integrazione tra le funzioni aziendali, strutturando processi decisionali più trasparenti, coerenti e orientati alla sostenibilità. Ha rafforzato il sistema di governance attraverso la formalizzazione di ruoli, deleghe e comitati tematici, migliorando la gestione del rischio e la compliance. Dal punto di vista culturale, il modello ha consolidato una visione condivisa basata su responsabilità sociale, inclusione, benessere delle persone e innovazione etica. La sostenibilità è diventata parte integrante del DNA aziendale, favorendo l’empowerment delle risorse umane, la valorizzazione della parità di genere e la diffusione di una cultura d’impresa trasparente, partecipativa e orientata al miglioramento continuo».
Quali consigli darebbe ad altri imprenditori o CEO che stanno valutando l’adozione del modello EASI nelle loro organizzazioni?
«Il primo consiglio sarebbe quello di adottare il modello EASI con convinzione strategica, non come semplice adempimento formale, perché è uno strumento potente per integrare la sostenibilità nei processi aziendali, rafforzare la governance, valorizzare le persone e migliorare la competitività. Fondamentale è coinvolgere il management, investire in formazione e avere il coraggio di riorganizzarsi con trasparenza e visione a lungo termine».
Verso la carbon neutrality
In che modo comunicate ai consumatori il vostro impegno per la sostenibilità e quali strumenti utilizzate per coinvolgere la comunità locale e internazionale nelle vostre iniziative? Premi ricevuti?
«Comunicare il nostro impegno verso la sostenibilità attraverso diversi di canali: il Bilancio di Sostenibilità (consultabile all'interno del nostro Archivio Report di Sostenibilità, ndr), QR code sui prodotti, storytelling digitale, social media e progetti come il Museo del Pane e il cortometraggio “Sapore di Ricordi”, che sono in grado di trasformare una storia d’impresa, in una storia collettiva di un territorio, creando identità con il prodotto pane e con il territorio di Altamura, patria del pane di qualità. Ci piace coinvolgere la comunità con partnership solidali e promozione culturale, mediante iniziative dal grande valore sociale. Per tutto questo nel corso degli ultimi anni ci sono stati riconosciuti numerosi premi quali l’Oscar di Bilancio, riguardante la capacità di rendicontare le sue attività in termini di sostenibilità, il Premio dei Premi, il premio Industria Felix e da poco tempo anche ci hanno assegnato anche la medaglia di bronzo da EcoVadis, il principale ente globale di valutazione della sostenibilità aziendale collocando Oropan nel top 35% delle aziende valutate da EcoVadis negli ultimi 12 mesi, e soprattutto nel top 12% delle migliori aziende del settore “produzione di altri prodotti alimentari”. Questi riconoscimenti confermando la solidità del percorso intrapreso verso un futuro sempre più etico e sostenibile e ci motivano ad andare avanti implementando strumenti e procedure per ridurre l’impatto ambientale, promuovere condizioni di lavoro eque, garantire trasparenza etica e assicurare responsabilità lungo l’intera catena di fornitura».
Avete obiettivi specifici di riduzione delle emissioni o di efficientamento energetico per i prossimi anni? Se sì, quali sono e come intendete raggiungerli?
«Il nostro obiettivo rimane sempre l’azzeramento delle emissioni di CO2 in scope 1 e scope 2. Al fine di raggiungere la Carbon Neutrality relativa alle emissioni in scope 1 e scope 2 abbiamo misurato le nostre emissioni e certificato le stesse secondo gli standard internazionali UNI ISO 14064-1: 2019 ed ISO 14067:2018 di prodotto, insieme alla water foot print ISO 14046:2014. La misurazione accurata dell'impronta carbonica permetterà di attivare il piano di mitigazione delle emissioni volto all’azzeramento delle stesse nel quadriennio 2026-2029. Gli approcci di mitigazione sono stati inseriti in un ambizioso piano strategico, essi seguono un approccio multifattoriale, infatti vertono da un lato sulla sostituzione degli impianti energivori con impianti a basso impatto ambientale, sull’acquisto di un tri-generatore che di fatto porterà ad un risparmio notevole di emissioni, sull’intensificazione dell’energia green ed autoprodotta, e su iniziative atte a promuovere biodiversità».