Green Skills Report 2025: come le competenze verdi stanno trasformando le strategie aziendali

La crescita dei talenti sostenibili nel mondo è del 4,3%, mentre le assunzioni green aumentano del 7,7%, evidenziando un gap strategico per le imprese

Di Redazione

Strategie ESG - Pubblicato il 15-12-2025

L’accelerazione della transizione energetica, l’urgenza di far fronte ai rischi climatici e il crescente interesse di stakeholder e consumatori rendono fondamentale per le imprese integrare competenze verdi nel proprio capitale umano. Il Green Skills Report 2025 di LinkedIn infatti evidenzia un dato importante: le competenze verdi stanno uscendo dal perimetro delle aree strettamente dedicate alla sostenibilità, diventando sempre più importanti per una vasta gamma di posizioni aziendali. Oggi, infatti, il 53% delle assunzioni legate a competenze green riguarda ruoli non esplicitamente verdi, segnando un’inversione di tendenza e dimostrando come le capacità ambientali siano integrate ormai nelle operazioni quotidiane delle imprese.

A livello globale la presenza di lavoratori con competenze green continua a crescere, seppur più lentamente rispetto alla domanda del mercato: i talenti sostenibili aumentano del 4,3% rispetto all’anno precedente, mentre le assunzioni green registrano una crescita quasi doppia, attestandosi al 7,7%. Questo divario tra domanda e offerta evidenzia un vero e proprio mismatch strategico, destinato a diventare una delle priorità principali per i top manager e i responsabili HR. Investire nello sviluppo di competenze green non è più solo una questione etica, ma è un elemento determinante per mantenere competitività, velocizzare i processi di recruiting e stimolare innovazione e efficienza interna.

Green Skills Report 2025: dove sono le competenze verdi più richieste

Le competenze più richieste a livello industriale riguardano la gestione energetica, in risposta alla crescente produzione da fonti rinnovabili, all’aumento dei consumi legato anche all’adozione dell’intelligenza artificiale e alla necessità di ottimizzare infrastrutture e processi. Le utility continuano a registrare la maggiore concentrazione di lavoratori green, con circa il 29,6% dei professionisti del settore che possiede almeno una competenza ambientale. Parallelamente, settori come tecnologia e media che mostrano la crescita più rapida nelle assunzioni, con un aumento medio annuo dell’11,3% tra il 2021 e il 2025. Qui, le competenze green si combinano con l’IA per migliorare l’efficienza energetica dei sistemi e sviluppare soluzioni di “IA sostenibile”.

Anche la finanza accelera, pur partendo da una base più bassa: solo il 10,8% dei lavoratori nel settore possiede competenze green, ma tra il 2024 e il 2025 le assunzioni con skill ambientali sono aumentate del 16,3%, spinte dai regolamenti europei e dalla crescente necessità di valutare rischi climatici e indirizzare investimenti verso progetti sostenibili.

Dal punto di vista geografico, il Green Skills Report 2025, evidenzia che la quota di lavoratori con almeno competenza green sale a livello globale oltre il 17%, un progresso costante negli ultimi anni. Brunei e Svizzera guidano la classifica, con oltre il 22% di talenti green, seguiti da Germania, Arabia Saudita e Nigeria. L’Africa emerge come continente particolarmente dinamico, con Ghana (20,1%), Nigeria (20,1%) e Kenya (19,7%) tra i primi 15 Paesi a livello mondiale per concentrazione di competenze ESG. L’India, pur partendo da una base relativamente bassa (14,4%), registra uno dei tassi di crescita più alti del 2025 (+6,2%), dimostrando come la transizione green proceda con ritmi differenti a seconda dei territori.

Competenze green e il gap formativo 

Uno dei principali ostacoli alla crescita sostenibile delle aziende è oggi rappresentato dalla carenza di competenze green. La domanda di professionisti con skill ambientali supera di gran lunga l’offerta e si stima che fino al 51% delle posizioni future possa rimanere scoperta se non verranno intensificati gli investimenti in formazione. Per rispondere a questa esigenza, le aziende stanno implementando programmi di reskilling e upskilling mirati, mentre cresce l’apprendimento autonomo attraverso corsi digitali e piattaforme specializzate, con un aumento del 28% nell’engagement su corsi di sostenibilità rispetto all’anno precedente.
Il trend non è guidato solo dalle necessità aziendali: quasi il 43% dei lavoratori desidera un impiego che contribuisca concretamente alla transizione energetica o all’adattamento climatico. Per i top manager, diventa quindi essenziale costruire una forza lavoro capace di integrare competenze green in ogni funzione, trasformando la sostenibilità da obiettivo etico a vantaggio competitivo. 


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