Semplificazione ESRS e VSME, la Commissione Ue avvia la consultazione pubblica degli standard di rendicontazione per le aziende escluse dalla CSRD

La proposta, inserita nel pacchetto Omnibus I, punta a ridurre gli oneri amministrativi, tagliando oltre il 60% dei datapoint obbligatori e introducendo il cosiddetto “value chain cap” per limitare le richieste informative lungo la catena del valore

Di Redazione

Normative - Pubblicato il 07-05-2026

La Commissione europea ieri, 6 maggio 2026, ha avviato una consultazione pubblica sulle bozze definitive riviste degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e sul nuovo standard volontario destinato alle imprese escluse dall’obbligo di rendicontazione previsto dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

La consultazione, aperta per un mese attraverso la sezione “Have your say” del sito della Commissione Ue, rappresenta uno dei principali tasselli attuativi del pacchetto Omnibus I, il provvedimento europeo volto a semplificare il quadro normativo della sostenibilità aziendale e a ridurre gli oneri burocratici per le imprese europee.

Secondo quanto dichiarato dalla Commissione, l’obiettivo è “preservare la qualità delle informazioni sulla sostenibilità riducendo al contempo la complessità della reportistica”.

Le osservazioni degli stakeholder potranno essere inviate fino al 3 giugno 2026.

Riduzione dei datapoint: oltre il 60% in meno di informazioni obbligatorie negli ESRS semplificati

Uno degli elementi centrali della revisione riguarda la drastica riduzione dei datapoint richiesti dagli ESRS.

La Commissione stima infatti:

  • una riduzione di oltre il 60% dei datapoint obbligatori;
  • un taglio superiore al 70% del numero totale di datapoint;
  • una diminuzione dei costi di rendicontazione superiore al 30% per impresa.

La revisione introduce inoltre:

  • standard più sintetici e comprensibili;
  • maggiore flessibilità applicativa;
  • una semplificazione della doppia materialità;
  • minori richieste narrative;
  • riduzione delle disclosure considerate meno rilevanti per gli investitori.

L’intervento si inserisce nella revisione della CSRD introdotta dalla Direttiva Omnibus I del 2026, che ha ristretto il perimetro delle imprese obbligate alla rendicontazione di sostenibilità, fissando nuove soglie dimensionali.

Il nuovo standard volontario VSME per aziende con meno di 1000 dipendenti

Parallelamente alla revisione degli ESRS obbligatori, Bruxelles ha pubblicato anche la bozza di regolamento delegato che introduce uno standard volontario di sostenibilità destinato alle imprese con meno di 1000 dipendenti. 

Lo standard si basa sul VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs) sviluppato da EFRAG e raccomandato dalla Commissione europea nel 2025.

Il nuovo framework volontario persegue due obiettivi principali:

  • consentire alle imprese non soggette alla CSRD di rendicontare volontariamente le proprie performance ESG attraverso uno schema standardizzato e semplificato;
  • limitare il cosiddetto “trickle-down effect”, ossia l’eccesso di richieste informative che le grandi aziende trasferiscono ai fornitori lungo la catena del valore. 

La Commissione sottolinea che molte PMI ricevono oggi questionari multipli, sovrapposti e spesso sproporzionati da parte di banche, clienti corporate e operatori finanziari.

VSME value chain cap, cos'è il meccanismo per non stressare le piccole imprese

Elemento chiave della proposta è l’introduzione del “value chain cap”, definito come il limite massimo di informazioni che un’impresa soggetta alla CSRD può richiedere ai propri partner di filiera con meno di 1000 dipendenti. 

In pratica:

  • le aziende soggette agli ESRS non potranno richiedere dati ulteriori rispetto a quelli previsti dallo standard volontario;
  • le imprese della catena del valore avranno un diritto formale di rifiutare richieste eccedenti;
  • eventuali richieste supplementari dovranno indicare chiaramente che si tratta di informazioni non obbligatorie. 

Secondo la Commissione, il meccanismo serve a evitare che la sostenibilità diventi un fattore di pressione amministrativa sulle piccole imprese.

Il regolamento chiarisce inoltre che il value chain cap si applica esclusivamente alle richieste informative connesse alla rendicontazione di sostenibilità prevista dalla Accounting Directive e non ad altri obblighi normativi europei o nazionali. 

La struttura del nuovo standard volontario VSME

La bozza di regolamento delegato allegata alla consultazione mantiene l’architettura modulare del VSME.
Lo standard sarà articolato in:

Basic Module:
Informazioni generali
B1 – Base per la preparazione
B2 – Pratiche, politiche e iniziative future per la transizione verso un'economia più sostenibile
Modulo base – Metriche ambientali
B3 – Energia ed emissioni di gas serra
B4 – Inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo
B5 – Biodiversità
B6 – Acqua
B7 – Uso delle risorse, economia circolare e gestione dei rifiuti
Modulo base – Metriche sociali
B8 – Forza lavoro – Caratteristiche generali
B9 – Forza lavoro – Salute e sicurezza
B10 – Forza lavoro – Retribuzione, contrattazione collettiva e formazione
Modulo base – Metriche di governance
B11 – Condanne e multe per corruzione e concussione

Comprehensive Module:
Informazioni generali
C1 – Strategia: modello di business e sostenibilità – Iniziative correlate
C2 – Descrizione di pratiche, politiche e iniziative future per la transizione verso un'economia più sostenibile
Modulo completo - metriche ambientali
Considerazioni in fase di rendicontazione delle emissioni di gas serra ai sensi del B3 (Base) Modulo)
C3 – Obiettivi di riduzione dei gas serra e transizione climatica
C4 – Rischi climatici
Modulo completo – metriche sociali
C5 – Caratteristiche aggiuntive (generali) della forza lavoro
C6 – Informazioni aggiuntive sulla forza lavoro interna - Politiche e processi in materia di diritti umani
C7 – Incidenti relativi ai diritti umani
Modulo completo – metriche di governance
C8 – Ricavi derivanti da determinate attività
C9 – Rapporto di diversità di genere nell'organo di governance.

Per le imprese con meno di 10 dipendenti, alcune disclosure ambientali diventano interamente volontarie. 

Secondo la Commissione europea, il nuovo approccio riflette “una nuova equazione di proporzionalità” nella rendicontazione di sostenibilità, anche alla luce del contesto geopolitico e della necessità di rafforzare la competitività delle imprese europee. 

Prossimi passi: approvazione e entrata in vigore VSME

Una volta conclusa la consultazione pubblica, la Commissione adotterà formalmente i due atti delegati:

  • la revisione degli ESRS;
  • lo standard volontario VSME con value chain cap.

Successivamente i testi saranno trasmessi al Parlamento europeo e al Consiglio Ue nell’ambito della procedura di non obiezione, con un periodo di scrutinio di due mesi prorogabile di ulteriori due mesi.

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