il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la modifica e il rinvio di un anno dell’applicazione del regolamento UE sulla deforestazione (EUDR), introducendo misure di semplificazione mirate senza alterarne l’impianto ambientale.
Come riporta la nota stampa, il voto si è concluso con 405 favorevoli, 242 contrari e 8 astensioni, confermando l’accordo politico raggiunto informalmente con gli Stati membri il 4 dicembre 2025. Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea entro la fine del 2025, passaggio necessario per l’entrata in vigore delle modifiche.
Che cos’è l’EUDR e perché è centrale nella lotta alla deforestazione
Adottato nell’aprile 2023, il regolamento EUDR rappresenta uno dei pilastri della strategia europea contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. L’obiettivo è impedire che il consumo interno dell’Unione contribuisca alla deforestazione e al degrado forestale a livello globale. Secondo i dati della FAO, infatti, tra il 1990 e il 2020 il pianeta ha perso 420 milioni di ettari di foreste, un’estensione superiore a quella dell’intera Unione europea. Il consumo europeo è responsabile di circa il 10% della deforestazione globale, con oltre due terzi legati a olio di palma e soia.
Il campo di applicazione del regolamento riguarda dunque materie prime e prodotti ad alto rischio — cacao, caffè, olio di palma, soia, legno, gomma e derivati del bestiame — che potranno essere immessi sul mercato UE solo se dimostrabilmente “deforestation-free”.
EUDR, un anno in più per le imprese: nuove scadenze operative
La revisione del regolamento EUDR approvata introduce un rinvio generalizzato di dodici mesi per consentire una transizione più ordinata e il rafforzamento dei sistemi informatici di supporto alle dichiarazioni di due diligence.
- Grandi operatori e commercianti: applicazione dal 30 dicembre 2026
- Piccoli operatori (meno di 50 dipendenti e fatturato annuo sui prodotti interessati inferiore a 10 milioni di euro): applicazione dal 30 giugno 2027
La proroga risponde alle criticità segnalate dal tessuto produttivo europeo, in particolare in termini di capacità amministrativa e tracciabilità.
Due diligence semplificata per micro e piccoli operatori primari
Uno degli elementi chiave della modifica riguarda la semplificazione degli obblighi di due diligence.
I micro e piccoli operatori primari saranno tenuti a presentare una sola dichiarazione semplificata una tantum, riducendo significativamente gli oneri burocratici senza compromettere l’efficacia ambientale del regolamento.
Inoltre, la responsabilità della dichiarazione di conformità — attestante che il prodotto non proviene da terreni deforestati — ricadrà esclusivamente sull’impresa che immette per prima il prodotto sul mercato UE, sollevando gli operatori successivi lungo la filiera.
Tracciabilità più semplice all’interno dell’Unione europea
Le nuove disposizioni chiariscono e alleggeriscono i requisiti di tracciabilità intra-UE, evitando duplicazioni documentali nei passaggi successivi della catena di fornitura. Un intervento pensato per rafforzare la competitività europea mantenendo al contempo elevati standard ambientali.
Prodotti stampati esclusi dal campo di applicazione
Accogliendo una richiesta esplicita del Parlamento, il testo finale esclude i prodotti stampati — libri, giornali, immagini e altri materiali editoriali — dall’ambito di applicazione dell’EUDR, ritenendo marginale il loro contributo al rischio di deforestazione.
Monitoraggio e valutazione: la relazione della Commissione
Entro il 30 aprile 2026, la Commissione europea dovrà presentare una relazione di valutazione sull’impatto del regolamento e sugli oneri amministrativi generati, con particolare attenzione agli effetti su micro e piccoli operatori.
Le dichiarazioni del Parlamento europeo, e le reazioni esterne
Dopo il voto, la relatrice Christine Schneider (PPE, Germania) ha sottolineato: «L’essenza del regolamento UE sulla deforestazione resta intatta. Proteggiamo le foreste realmente a rischio, evitando obblighi inutili nelle aree dove tale rischio non esiste. L’accordo garantisce un’attuazione pratica ed efficace della normativa».
Tuttavia, secondo molti esperti e vicini ai temi della sostenibilità, sulla scia della riforma del Pacchetto Omnibus, questa scelta mette in discussione l’affidabilità dell’Unione Europea nel portare a termine legislazioni complesse come quella sulla deforestazione, compromettendo investimenti già pianificati e la fiducia degli stakeholder in un quadro regolatorio chiaro e prevedibile.