Buone pratiche EHS, 5 consigli per massimizzare i benefici degli investimenti in ambiente, salute e sicurezza

EY stila 5 best practice EHS per generare valore oltre la compliance e rafforzare competitività e reputazione

Di Arianna De Felice

Buone Pratiche - Pubblicato il 29-09-2025

Oltre tre quarti delle aziende (78%) prevedono di aumentare gli investimenti in EHS (Environment, Health and Safety) nei prossimi tre anni, secondo alcuni dei numeri emersi dalla seconda edizione dell’EY Global EHS Maturity Study 2025 che ha coinvolto oltre 500 professionisti EHS e dirigenti C-suite a livello globale. 

In generale quasi otto imprese su dieci (79%) riconoscono benefici concreti come una maggiore produttività (14%), riduzione degli incidenti (13%) e livelli più elevati di innovazione (9%).

Due terzi delle aziende (65%) evidenziano poi il valore commerciale dell’EHS, in termini di resilienza e reputazione: più della metà (52%) afferma di essere più resilienti e di aver ridotto l’impatto delle interruzioni impreviste, mentre due terzi (67%) sottolineano come l’EHS migliori l’agilità nei periodi di incertezza. Sul fronte reputazionale, due terzi delle organizzazioni pubbliche (68%) e tre quarti delle ONG (77%) ritengono che l’EHS rafforzi la fiducia di clienti, investitori e opinione pubblica.

Nonostante questi dati, solo la metà delle aziende integra l’EHS nelle strategie complessive, un terzo (36%) agisce solo per esigenze immediate, e il 13% si limita a soddisfare obblighi di conformità. Tra coloro che investono in maniera strutturata, le priorità principali sono la strategia EHS (41%), la gestione dei rischi per salute e sicurezza (62%) e il benessere dei dipendenti (60%).

"È facile liquidare le iniziative EHS come esercizi di verifica o come modi per rafforzare le difese contro i rischi, ma la realtà è che, se ben gestite, le iniziative EHS sono fondamentali per sbloccare un valore inestimabile per le aziende, i loro stakeholder e il pianeta nel suo complesso”, ha dichiarato Jessica Wollmuth, Co-Leader di EY Global EHS, EY Climate Change and Sustainability Services.

Buone pratiche per trasformare l’EHS in valore strategico

Sebbene l’EHS sia riconosciuto come una priorità strategica, molte organizzazioni si trovano ad affrontare diverse sfide nell'investire in iniziative EHS quali: costruire le motivazioni per gli investimenti EHS, misurare il ritorno sugli investimenti, la carenza di risorse, investimenti insufficienti in strumenti digitali, la mancanza di visibilità EHS a livello di consiglio di amministrazione o di alta dirigenza e un'inadeguata collaborazione tra EHS e altri team.

Come fare dunque per superare queste sfide? A rispondere a questa domanda è lo stesso studio EY che ha individuato cinque buone pratiche che distinguono le aziende leader e che ogni organizzazione può adottare per massimizzare i benefici degli investimenti in EHS.

  1. Integrare l’EHS nella strategia di creazione di valore. Per massimizzare il suo impatto, l’EHS deve essere pienamente integrato nella visione strategica dell’organizzazione e connesso agli obiettivi di business. In questo modo, salute, sicurezza e ambiente diventano parte della narrazione aziendale e contribuiscono non solo alla conformità normativa, ma anche al rafforzamento della reputazione, al miglioramento delle performance commerciali e all’efficienza operativa complessiva. 
  2.  Sfruttare il potenziale delle tecnologie digitali. La digitalizzazione rappresenta un acceleratore fondamentale per l’EHS. Investire in sistemi digitali avanzati, nell’analisi dei dati e nell’intelligenza artificiale consente di trasformare le informazioni raccolte in insight predittivi e operativi, capaci di anticipare rischi e incidenti. Per ottenere risultati reali, è essenziale garantire che gli strumenti adottati siano integrati con i framework di gestione del rischio aziendale e che favoriscano un forte coinvolgimento umano nei processi di utilizzo e reporting, migliorando al tempo stesso la qualità dei dati e la performance complessiva.
  3. Creare una cultura diffusa di responsabilità. Nessun sistema EHS funziona se resta confinato a una funzione tecnica. I leader maturi sanno che serve una cultura della accountability, in cui ogni dipendente, dal top manager al personale operativo, si senta parte della strategia. La cultura partecipativa non solo riduce i rischi, ma stimola comportamenti proattivi: le persone diventano più attente e capaci di segnalare criticità prima che si trasformino in costi o incidenti.
  4. Favorire la collaborazione cross-funzionale. Un altro tratto distintivo delle aziende leader è la capacità di superare i silos organizzativi. L’EHS dialoga con sostenibilità, risorse umane, operations e risk management. Questa collaborazione genera una visione olistica degli impatti, permettendo di affrontare i rischi in modo integrato e di sfruttare le sinergie. 
  5. Misurare, monitorare e migliorare continuamente. Infine, il principio della misurazione secondo il quale non si può migliorare ciò che non si misura. Definire KPI chiari, collegarli agli obiettivi di business e monitorarli con regolarità è essenziale per valutare i progressi e giustificare gli investimenti. Le aziende leader utilizzano dashboard integrate, audit periodici e revisioni strategiche per assicurarsi che gli obiettivi EHS evolvano con il contesto. Questo approccio alimenta un ciclo virtuoso di apprendimento e innovazione, in cui ogni risultato diventa la base per fare meglio.

"Non si può negare le sfide che le aziende incontreranno nel loro percorso verso un'efficace gestione della salute, sicurezza e ambiente. Costruire un business case, garantire i budget, misurare i risultati e persino farsi sentire a livello di consiglio di amministrazione sono tutte sfide che possono ostacolare gli sforzi anche delle organizzazioni più determinate. Ma con la giusta leadership, che dia priorità alla strategia, al processo decisionale basato sui dati, agli investimenti continui e all'adozione tempestiva della tecnologia, le aziende possono trovare la strada giusta per aggirare questi ostacoli e posizionarsi per ottenere risultati a lungo termine", ha concluso Monica Merlo, Co-Leader di EY Global EHS, EY Climate Change and Sustainability Services.


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