Pacchetto Omnibus I: il Parlamento UE vota per allentare gli obblighi della CSRD e CSDDD

Il Parlamento europeo approva il Pacchetto Omnibus I, riducendo gli obblighi di rendicontazione (CSRD) e due diligence (CSDDD). Le nuove soglie escludono la maggior parte delle imprese e cancellano i piani di transizione climatica obbligatori

Di Simona Politini

Normative - Pubblicato il 13-11-2025

Il Parlamento europeo ha approvato con 382 voti favorevoli, 249 contrari e 13 astensioni la propria posizione negoziale sul Pacchetto Omnibus I, parte dell’iniziativa dell’UE per la semplificazione normativa. Il provvedimento, volto a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, introduce modifiche sostanziali alle principali direttive sulla sostenibilità aziendale: CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive).

Come riporta il comunicato ufficiale, la nuova impostazione, presentata dal relatore Jörgen Warborn (PPE, Svezia), prevede che solo le grandi aziende con oltre 1.750 dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro saranno tenute a pubblicare bilanci di sostenibilità. Gli standard di rendicontazione saranno inoltre semplificati, con minori richieste qualitative e la possibilità di aderire su base volontaria ai requisiti specifici di settore.

Sul fronte della due diligence, l’obbligo si restringe ulteriormente: la CSDDD si applicherà esclusivamente alle imprese con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato. Queste aziende dovranno adottare un approccio basato sul rischio per individuare e mitigare gli impatti negativi sulle persone e sull’ambiente, ma non saranno più tenute a predisporre un piano di transizione climatica in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Secondo Warborn, «l’Europa può essere sostenibile e competitiva: semplifichiamo le regole, riduciamo i costi e diamo alle aziende la chiarezza di cui hanno bisogno per crescere e creare occupazione».

L’alleanza tra PPE e destra europea

Come scrive Euronews, il Partito Popolare Europeo (PPE) ha approvato il pacchetto grazie a un’inedita alleanza con i gruppi conservatori e di estrema destra ECR e Patriots for Europe (PfE). Questa coalizione, che ha già agito in passato su dossier ambientali e climatici, ha spostato l’asse politico dell’emiciclo verso una linea più favorevole alla deregolamentazione.

Il nuovo voto segna un cambio di paradigma nel processo legislativo europeo: dopo il fallimento di un compromesso centrista con Socialisti (S&D) e Renew Europe, il PPE ha scelto di “virare a destra”, rompendo la tradizionale alleanza con i gruppi moderati. Una strategia che, secondo gli osservatori, potrebbe diventare un modello per l’approvazione di altre leggi economiche e ambientali nel resto della legislatura.

Reazioni e critiche al voto del Parlamento europeo sul Pacchetto Omnibus I

Le reazioni al voto del Parlamento UE sul Pacchetto Omnibus I non si sono fatte attendere. Il WWF Europain una nota ufficiale, ha definito il voto del Parlamento un passo indietro che volta le spalle al clima e alla natura. Mariana Ferreira, responsabile delle politiche finanziarie sostenibili dell’organizzazione, ha denunciato la trasformazione delle leggi sulla sostenibilità in «esercizi performativi privi di impatto reale sui reali bisogni delle persone, della natura e delle imprese».

Secondo il WWF, la cancellazione dei piani obbligatori di transizione climatica e la riduzione dell’ambito di applicazione delle direttive indeboliscono profondamente l’architettura europea per la finanza sostenibile, mettendo a rischio anni di progressi verso un’economia a basse emissioni.

Anche la Corte di giustizia europea (ECCJ), come riporta Business & Human Rights Resource Centre, ha espresso preoccupazione per l’allineamento del Parlamento con le forze di estrema destra, definendo la posizione Omnibus «un atto di cattura normativa a favore delle imprese, scritto per pochi e non per il pianeta». L’ente ha invitato i colegislatori a «ripristinare gli obblighi reali in materia di clima e diritti umani» e a garantire una due diligence significativa lungo tutte le catene di fornitura.

Pacchetto Omnibus I: prossimi passi

Il testo approvato rappresenta la base per i negoziati di trilogo con il Consiglio e la Commissione europea, previsti dal 18 novembre. L’obiettivo dichiarato è finalizzare la legislazione entro la fine del 2025, ma la discussione si preannuncia complessa.


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