Rendiconto di Genere 2024 INPS, il divario tra uomini e donne resta alto

Il documento mette in luce le persistenti disparità tra uomini e donne in ambito lavorativo, retributivo e sociale, con dati preoccupanti sul gender pay gap e sull’occupazione femminile

Di Redazione

Trend e Scenari - Pubblicato il 25-02-2025

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS ha presentato il Rendiconto di Genere 2024, evidenziando come il divario tra uomini e donne in ambito lavorativo, economico e sociale sia ancora significativo in Italia. Dai dati emerge una fotografia chiara: le donne affrontano maggiori difficoltà in termini di occupazione stabile, livelli retributivi e accesso alle posizioni apicali.

“Affrontare il problema delle discriminazioni di genere significa agire su tutte le dimensioni del problema, che riguardano il mercato del lavoro e i modelli organizzativi nel lavoro, la rete dei servizi, la dimensione familiare e quella culturale. Viene pertanto chiamata in causa la responsabilità e l’impegno di tutti gli attori istituzionali, politici e associativi per far sì che i timidi passi avanti che si sono registrati in questi anni, diventino al più presto l’affermazione di una piena condizione di parità, rimuovendo gli ostacolo che ne sono di impedimento”, ha dichiarato Roberto Ghiselli, Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS.

Rendiconto di Genere 2024: il tasso di occupazione femminile resta basso

Nel 2023, il tasso di occupazione femminile in Italia si è attestato al 52,5%, rispetto al 70,4% degli uomini, segnando un divario di 17,9 punti percentuali. Inoltre, le assunzioni femminili hanno rappresentato appena il 42,3% del totale, con una netta predominanza di contratti a tempo determinato: solo il 18% delle donne ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, rispetto al 22,6% degli uomini.

Part-time e precariato: una condizione prevalentemente femminile

Le donne risultano maggiormente coinvolte nel lavoro a tempo parziale, con una quota del 64,4% del totale dei contratti part-time. Il part-time involontario riguarda il 15,6% delle donne occupate, a fronte di un modesto 5,1% degli uomini. Questo dimostra come la stabilità lavorativa resti un traguardo difficile per molte lavoratrici.

Il gender pay gap rimane un problema critico

Il divario retributivo di genere resta elevato: le donne guadagnano in media oltre il 20% in meno rispetto agli uomini. Nel dettaglio:

  • 20% in meno nelle attività manifatturiere
  • 23,7% in meno nel commercio
  • 16,3% in meno nei servizi di alloggio e ristorazione
  • 32,1% in meno nelle attività finanziarie e assicurative

Inoltre, solo il 21,1% dei dirigenti è donna, mentre tra i quadri la quota femminile si ferma al 32,4%.

Il lavoro di cura pesa ancora sulle donne

Le donne continuano a sostenere il peso maggiore del lavoro di cura familiare. Nel 2023, hanno usufruito di 14,4 milioni di giornate di congedo parentale, contro appena 2,1 milioni degli uomini.
L’offerta di asili nido rimane insufficiente, con solo Umbria, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta che si avvicinano all’obiettivo dei 45 posti nido per 100 bambini tra 0 e 2 anni.


Potrebbe interessarti

Contatti

redazione@osservatoriobilancisostenibilita.it

Ricevi la nostra newsletter

Redazione

Simona Politini

Direttrice responsabile

Osservatorio Bilanci Sostenibilità è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano n. 4326/2023

Futurea S.r.l.
Piazza degli Affari 3 | 20123 - Milano (MI)
P.IVA 15942371004 | Cap. sociale € 165.629,55 i.v