Carta del Mulino, il progetto di Barilla che porta biodiversità e trasparenza nella filiera del grano tenero

Barilla rivoluziona la coltivazione del grano tenero con la Carta del Mulino: pratiche sostenibili, stop ai pesticidi nocivi e più biodiversità nei campi grazie alle aree fiorite

Di Arianna De Felice

Company - Pubblicato il 01-04-2026

Nel bel mezzo del dibattito contemporaneo sulla transizione ecologica, il ruolo delle aziende verso un’agricoltura sostenibile è sempre più importante. Le sfide legate alla tutela della biodiversità, alla salvaguardia degli impollinatori, alla riduzione degli input chimici e alla resilienza dei territori richiedono, infatti, un impegno concreto, capillare e condiviso lungo tutta la filiera. L’industria agroalimentare, in particolare, ha la responsabilità, e l’opportunità, di promuovere pratiche innovative che garantiscano qualità delle materie prime, rispetto dell’ambiente e valore per le comunità agricole.

Un esempio pratico di progetto di agricoltura sostenibile di successo è la Carta del Mulino Barilla i cui risultati sono stati inseriti anche nel Bilancio di Sostenibilità 2024 dell’azienda. Nato nel 2018 dalla collaborazione con WWF Italia, l’Università di Bologna e l’Università della Tuscia, il progetto rappresenta oggi uno dei modelli più avanzati di sostenibilità nella coltivazione del grano tenero, materia prima fondamentale per la linea Mulino Bianco.

La Carta del Mulino Barilla, un progetto strategico per la filiera del grano tenero

La Carta del Mulino si rivolge a tutti gli agricoltori che riforniscono Barilla e punta a rafforzare la biodiversità, tutelare gli impollinatori, pur non essendo il grano tenero una coltura impollinata, e garantire l’adozione di criteri agronomici responsabili lungo tutta la filiera. Il risultato è un modello avanzato di agricoltura sostenibile che mira sia a migliorare la qualità del suolo, grazie alla rotazione delle colture e all’uso di varietà selezionate, sia a ridurre l’impatto ambientale attraverso la drastica limitazione dei prodotti chimici e l’obbligo di tracciabilità totale. 

La Carta del Mulino rappresenta così un patto di sostenibilità che coinvolge tutti gli attori della filiera, dalle aziende agricole ai mulini, fino all’industria, e si fonda su dieci regole agronomiche che definiscono il comportamento da adottare lungo tutto il ciclo produttivo, rendendo più trasparente e responsabile la produzione di grano tenero destinato ai prodotti Mulino Bianco.

A completare il quadro c’è la piattaforma digitale Barilla Farming, utilizzata per monitorare i dati agricoli e calcolare gli impatti ambientali, in particolare le emissioni di CO₂. Lo strumento è stato sviluppato in collaborazione con xFarm Technologies, Agrosat (CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche), LCE (Life Cycle Engineering) e Perfect Food. 

Nel 2024, il WWF ha affiancato Mulino Bianco in diverse attività chiave, tra queste ha fornito supporto tecnico nella revisione annuale delle 10 regole della Carta del Mulino e ha contribuito alla divulgazione dei principi fondanti del progetto tramite webinar, seminari, incontri con gli attori della filiera e partecipazioni a eventi pubblici e istituzionali, come il Festival del Cinema in Verde a Roma. "Carta del Mulino, mira a preservare api e insetti impollinatori utili alla natura, favorendo la biodiversità, anche se il grano tenero non è una coltura che ha bisogno direttamente del servizio ecosistemico dell’impollinazione", ha dichiarato Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura & Biodiversità WWF Italia.

Le 10 regole della Carta del Mulino Barilla

  1. Certificazione di sostenibilità ISCC PLUS obbligatoria per tutti gli aderenti.
  2. Rotazione colturale con almeno tre colture diverse in cinque anni per mantenere fertile il suolo.
  3. Realizzazione delle Aree Fiori del Mulino, pari ad almeno il 3% della superficie coltivata.
  4. Utilizzo esclusivo di sementi certificate e varietà di frumento indicate da Barilla e divieto totale di neonicotinoidi, sia nella concia del seme sia in campo.
  5. Utilizzo della piattaforma digitale Barilla Farming per la raccolta dei dati e il calcolo degli impatti.
  6. Divieto di fanghi di depurazione nelle parcelle dedicate al progetto.
  7. Divieto di glifosate e prodotti che lo contengono dalla presemina alla raccolta.
  8. Segregazione e tracciabilità del grano e delle farine lungo tutta la filiera.
  9. Conservazione del grano con metodi fisici o ammessi dal biologico e garanzia di un riconoscimento economico equo lungo tutta la filiera.
  10. Trasferimento del valore tramite un riconoscimento economico distribuito lungo tutta la filiera.

I risultati 2024: agricoltori coinvolti e superfici coltivate

Secondo il Bilancio di Sostenibilità 2024, ad oggi 1.885 agricoltori in Europa hanno aderito alla Carta del Mulino, contribuendo alla produzione di 264.000 tonnellate di grano tenero equivalente. Le coltivazioni certificate coprono oltre 40.000 ettari, mentre 2.000 ettari sono stati destinati alle “aree fiorite”, zone seminate con miscele di essenze vegetali che favoriscono l’insediamento di impollinatori, predatori naturali dei parassiti e fauna selvatica.

La Carta del Mulino dimostra che è possibile coniugare qualità, redditività agricola e tutela degli ecosistemi. Il progetto, in costante crescita, rappresenta un esempio replicabile di come la collaborazione tra aziende, mondo scientifico e organizzazioni ambientaliste possa guidare una trasformazione concreta e misurabile.

Un percorso che non solo migliora la produzione, ma aiuta a seminare un futuro più sostenibile per l’agricoltura italiana ed europea.


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