Il nuovo progetto di A2A e Qarnot, dal calore dei data center al riscaldamento urbano

Il progetto di teleriscaldamento soddisferà il fabbisogno termico di circa 1.350 appartamenti, evitando anche l'emissione di 3.500 tonnellate di CO₂ all’anno

Di Arianna De Felice

Company - Pubblicato il 04-07-2025

Il teleriscaldamento è tra le principali leve delle città italiane per ridurre le emissioni di CO₂ di oltre il 50% entro il 2050. Brescia, nello specifico, vanta una delle più ampie reti di teleriscaldamento con oltre 684 chilometri di condotte, 22mila clienti allacciati (equivalenti a 180 mila appartamenti) e più dell’80% del calore già prodotto da fonti non fossili. 

Numeri che sono destinati solo ad aumentare, specie ora che A2A ha inaugurato nella sua centrale Lamarmora un nuovo data center progettato dalla società francese Qarnot che, grazie a un avanzato sistema di raffreddamento a liquido, consente di recuperare energia termica a temperature elevate, fino a 65 °C, da immettere direttamente in rete per portare calore agli edifici.

“La rapida diffusione dei data center e la crescente elettrificazione dei consumi richiedono importanti investimenti nelle reti elettriche per sostenere la maggiore richiesta di energia. Ma apre anche una straordinaria opportunità per le città dotate di reti di teleriscaldamento: recuperare il calore di scarto dai server e trasformarlo in energia termicaha spiegato l’AD di A2A Renato Mazzoncini. “In Lombardia, con i progetti in pipeline, si stima che potrebbero essere riscaldati 150.000 appartamenti, semplicemente catturando quel calore residuo. Non si tratta solo di un vantaggio tecnologico, ma di un asset per la decarbonizzazione urbana: con il teleriscaldamento 4.0, le reti diventano sistemi intelligenti, capaci di integrare ogni cascame termico e accelerare l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. In quest’ottica Brescia si conferma un modello, non solo nazionale. Il progetto pilota con Qarnot che inauguriamo oggi è la riprova che integrare fin da subito il recupero energetico nella progettazione dei data center significa creare infrastrutture strategiche per il futuro: città più competitive, territori più sostenibili, calore disponibile dove serve, senza bisogno di fonti fossili”.

Il progetto per il teleriscaldamento di A2A

Questa iniziativa, la prima nel suo genere in Italia, si fonda su un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: trasformare i data center da centri energivori a fonti attive di calore utile. I server, infatti, operano a temperature elevate generando energia termica che può essere immessa direttamente nella rete di teleriscaldamento cittadino, una delle più estese d’Europa. 

Nello specifico a pieno regime il nuovo data center di A2A è pensato per riscaldare fino a 1.350 abitazioni, evitando ogni anno l’emissione di 3.500 tonnellate di CO₂, equivalenti alla capacità di assorbimento di oltre 22.000 alberi. 

Due sono le fasi del progetto Qarnot per A2A. La prima, già attiva, prevede l’installazione di 30 unità computazionali QBx in grado di generare circa 800 MWh di energia termica all’anno. Questo è possibile grazie al raffreddamento a liquido, una tecnologia che consente di recuperare calore fino a 65 °C, temperatura ideale per l’immissione diretta nella rete di teleriscaldamento tramite scambiatori di calore. In alternativa, il raffreddamento ad aria permette il recupero di calore a circa 30 °C, ma richiede l’integrazione con pompe di calore per raggiungere la temperatura necessaria all’uso urbano.

È già in fase di progettazione anche la seconda fase del progetto, denominata “Qarnot 2”, che prevede la collocazione dei server all’interno dell’ex deposito di carbone della centrale Lamarmora: un intervento di riconversione dall’alto valore simbolico e ambientale. Questo nuovo impianto, finanziato con fondi europei, sarà, infatti, in grado di produrre 16 GWh all’anno di energia termica pulita, sufficienti a coprire il fabbisogno di riscaldamento e acqua calda di oltre 1.000 abitazioni. L’entrata in funzione è prevista entro i prossimi due anni.

Questa iniziativa si inserisce nel percorso che A2A ha intrapreso per rendere il teleriscaldamento sempre più sostenibile, puntando su progetti di recupero e valorizzazione delle fonti di calore decarbonizzato presenti sul territorio. Tra queste rientrano il calore generato dal termoutilizzatore e dai suoi fumi, quello recuperato da impianti industriali come le acciaierie Alfa Acciai e Ori Martin, e l’impiego di sistemi di accumulo termico per lo stoccaggio dell’acqua calda.


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